| Operatori di strada: chi siamo, che cosa facciamo…
…cosa non siamo, cosa non facciamo…
Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
perduto in mezzo a un polveroso prato. (…)
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.
(Eugenio Montale, Ossi di seppia)
In realtà è molto difficile definire il lavoro di strada in modo concreto… molto più semplice è spiegare quello che non è l’operatore di strada:
- non è un operatore preposto alla riparazione delle strade (…)
- non è uno psicologo
- non è un vigile o un carabiniere
- non ha una sede fissa di lavoro
- non si propone di intervenire per risolvere i problemi dei ragazzi
- non vuole correggere o controllare gli adolescenti
- non vuole essere solo un amico per i giovani
- non intende sostituirsi alle altre figure educative
- non ha la pretesa di cambiare il mondo o di salvarlo
Ma allora chi è, cosa fa l’operatore di strada?
L’operatore di strada è un educatore.
L’operatore di strada è un facilitatorerelazionale del territorio.
L’operatore di strada è un mediatore delle culture, delle relazioni e dei conflitti.
Gli operatori di strada lavorano in coppia o in gruppo, costituendo unità di strada che operano su ogni comune.
Il loro lavoro si rivolge alle compagnie di adolescenti e giovani che si incontrano al di fuori di ogni realtà istituzionale, con la finalità di promuoverne le risorse e costruire relazioni significative con loro.
Il loro lavoro coinvolge la rete dei servizi educativi, sociali e sanitari, verso i quali si muovono svolgendo una funzione di collegamento tra le istituzioni e le agenzie pubbliche o private per facilitare l’accesso alla popolazione, e la cittadinanza nel suo complesso, con l’obiettivo di facilitare la comunicazione tra gruppi sociali e mediare fra le istituzioni e le richieste della comunità.
Il contesto in cui si inserisce il loro lavoro è la strada, intendendo con questo termine ogni ambito di intervento che è al di fuori delle strutture e dei servizi formali e non.
Obiettivo del loro lavoro è la promozione delle risorse dei gruppi informali giovanili e del territorio, attraverso:
- l’ascolto dei bisogni, delle esigenze, degli interessi dei giovani;
- il rispetto e l’accettazione dei ragazzi per quello che sono, senza la pretesa di cambiarli o di ammaestrarli;
- il dialogo, con la disponibilità a mettere in discussione le proprie vedute e i propri pregiudizi;
- la mediazione, attraverso la raccolta didomande e bisogni che provengono sia dalle istituzioni che dalla strada, per metterli in contatto.
I compiti dell’operatore di strada sono perciò:
- osservazione e analisi del territorio, inteso come sistema complesso e come popolazione nel suo insieme, le sue risorse, i bisogni espressi e quelli che rimangono inespressi;
- osservazione e analisi delle domande espresse a livello individuale o di piccolo gruppo;
- contatto con associazioni spontanee, agenzie educative e servizi, presenti nel territorio;
- facilitazione della comunicazione e della circolazione delle informazioni tra gli attori del contesto di intervento;
- organizzazione di attività e animazione a partire dalle esigenze dei ragazzi contattati;
- elaborazione, realizzazione e valutazione dell’intervento in collaborazione con la rete istituzionale e informale dei servizi.
FUNZIONI DELL’OPERATORE DI STRADA
L’operatore di strada si definisce come una figura appartenente all’area sociale, che opera a livello di micro territorialità e dimacro territorialità, in attività di prevenzione primaria, secondaria e terziaria rivolte a fasce di popolazione deboli o portatori di disagio.
L’operatore di strada è un facilitatorerelazionale del territorio.Egli interviene in base ad una accettazionenon pregiudiziale delle problematiche e del disagio altrui impegnandosi in una relazione di aiuto e di accompagnamento, con competenze animativo/territoriali, relative allagestione del gruppo e della comunità nel suo insieme.
Gli obiettivi dell’agire professionale di questa figura sono:
promuovere la qualità della vita, tutela della salute, benessere sociale, le opportunità educative e quelle di inserimento sociale e lavorativo;
ridurre il rischio del disagio sociale, emarginazione, marginalità e devianza, ove sia rilevata e riconosciuta l’esistenza di situazioni definite a rischio;
rendere i diversi attori sociali competenti nella elaborazione di strategie adeguate al contesto di riferimento ed efficaci per lo sviluppo di comunità.
Così l’operatore di strada svolge diverse funzioni che si possono sintetizzare in sei punti:
- osservazione e analisi del territorio preso in esame, inteso come sistema complesso e come popolazione nel suo insieme, le sue risorse, i bisogni espressi e quelli che rimangono inespressi;
- osservazione e analisi delle domande espresse a livello individuale o di piccolo gruppo;
- contatto con associazioni spontanee, agenzie educative e servizi, presenti nel territorio;
- facilitazione della comunicazione e della circolazione delle informazioni tra gli attori del contesto di intervento;
- microprogettualità, ovvero organizzazione di attività e animazione a partire dalle esigenze dei ragazzi contattati;
- elaborazione, realizzazione e valutazione dell’intervento in collaborazione con la rete istituzionale e informale dei servizi.
Il contesto in cui si inserisce il lavoro di strada:
strada, intendendo con questo termine, ogni ambito di intervento che è al di fuori delle strutture e dei servizi formali e non.
rete dei servizi educativi, sociali e sanitari, verso i quali l’operatore di strada si muove svolgendo una funzione di collegamento tra le istituzioni e le agenzie pubbliche o private per facilitare l’accesso alla popolazione.
L’operatore di strada è un operatore della cura non della terapia.
La cultura del prendersi cura permette di stabilire contatti con qualsiasi forma di disagio: questo consente di restituire dignità alla persona, qualsiasi condizione essa vive.
Fondamentale è l’interazione che gli compete su due livelli; su un piano individuale e su un piano collettivo.Il primo caso riguarda la relazione con la persona, oggetto di intervento, che di volta in volta viene descritta incontatto, sviluppo della relazione, condivisione empatica, confidenza, aiuto.Sul piano della collettività, la relazione si dispiega con le istituzioni e le strutture presenti nel territorio, in particolare si tratta di migliorare le connessioni tra i soggetti, destinatari dell’intervento, e queste strutture.
Fondamentale poi è la mediazione tra gli individui e i gruppi sociali in contrasto con l’ambiente: è un soggetto che connette i vari attori, rende possibile la comunicazione tra attori distanti, media fra le istituzioni e le richieste della comunità.In sintesi è definibile come mediatore delle culture, delle relazioni e dei conflitti.
La funzione della mediazione relazionale può essere espletata solo se il target viene visto come portatore di bisogni ma anche di risorse, con culturae modalità proprie per affrontarei problemi. Mediare comporta la capacità comunicativa; in questo senso l’operatore deve essere in grado di possederee utilizzare i vari linguaggi, da quello che si usa nei corridoi istituzionali a quello comune di strada.Questo permette una migliore comprensione delle domande e dei bisogni che provengono sia dalla committenza che dalla strada.
Per comunicare l’operatore di strada deve saper ascoltare e l’ascolto è caratterizzato dall’avalutatività (che non crea distanza fra chi ascolta e chi parla) e da un atteggiamento non pregiudiziale; ciò consente di comprendere maggiormente l’altro e a sua volta permette di valutare e verificare gli obiettivi del progetto e in caso di riformularli. L’ascolto delle domande e dei bisogni che provengono dal contestosocialenelqualesiopera,conlecaratteristicheche abbiamo appena detto, implica da parte dell’operatore, il rispetto per ogni situazione che venga espressa.Aver rispetto significa accogliere l’altro così come si presenta, significa dare ad ognuno il tempo necessario affinché avvenga il cambiamento, significa accettare l’altro nella sua globalità.
L’operatore di strada e il target
Le relazioni che si costruiscono nella strada tra operatore e target comportano responsabilità non indifferenti e soprattutto non potranno mai essere simmetriche.L’operatore è un adulto e si presenta come tale, quindi con più esperienza e maggiore consapevolezza di sé, competente nell’analisi ed interpretazione della realtà; inoltre ha insito nel bagaglio delle sue competenze informazioni che il target non ha.Tutto questo conferisce all’operatore un potere che non può essere negato ma che deve essere esercitato con cautela, nel rispetto della soggettività dell’altro, delle storie e delle scelte del target.
Nel momento in cui avviene il primo contatto l’operatore diventa portatore di una differenza che è nel modo di vestire, nel modo di esprimersi e di porsi davanti alle situazioni; differenze da proteggere perché proprie dell’operatore (della sua presenza) affinché sia possibile che la relazione tra operatore e target rimanga autentica.
L’operatore stabilisce la relazione con l’apertura al dialogo, con la disponibilità a mettere in discussione le proprie vedute e i propri pregiudizi perché l’operatore di strada non è il portatore di verità assolute e preconfezionate e non lavora per mimetizzarsi e omologarsi con il target.Il target inizialmente potrà essere titubante nei confronti dell’operatore e cercherà il modo per mettere alla prova la sua disponibilità e sinceritàma se l’operatore saprà sospendere il giudizio e allontanare la tentazione di fare il saggio, comincerà ad emergere il vero volto del target: la parola chiave rimane autenticità.
Demetrio D., L’oggetto del lavoro di strada, in Lavoro di strada, Fuori orario 14, rivista della Associazione Lavoro e Integrazione, Lavorint,Milano, febbraio 1997.
Cecchini R., Negoziare le pratiche con i soggetti culturali, in A.S., novembre, 1997.
Minuto M., La mediazione cognitiva, in A.S., marzo 1993.
AA.VV., Rappresentarsi nella strada, in A.S., febbraio 1995.
Strumenti
Schede utilizzate dagli operatori: scarica (formato doc, 48 kb)
A questo link si può scaricare il percorso formativo sostenuto dagli Operatori di Strada dei Comuni del Distretto Sanitario n° 4 della Provincia di Modena; ovvero quello di Sassuolo comprendente 8 comuni di cui 4 di pianura: Sassuolo, Fiorano, Maranello e Formigine, e 4 di Montagna: Frassinoro Montefiorino, Palagano e Prignano.
Tale percorso è stato condotto dai formatori Marco Battini, responsabile del corso, e Luana Pensieri dell’Associazione “Papa Giovanni XXIII”.
|