PROGETTO DISTRETTUALE RELATIVO AL PROGRAMMA GIOVANI ANNO 2005- IN ATTUAZIONE DELLA DELIBERA DEL CONSIGLIO REGIONALE N.615/2004, FINALIZZATO ALLA DEFINIZIONE DEI PIANI DI ZONA PER L’ANNO 2005/07.
Dati generali del progetto:
Zona: Distretto di Sassuolo
Ambito territoriale in cui si realizza il progettoComuni di Fiorano, Formigine, Maranello, Sassuolo, Palagano, Prignano
Titolo .... PROGETTO STRADA FACENDO…………
Costituzione e consolidamento di unità operative di strada rivolte a gruppi adolescenziali informali del distretto
Il progetto è:
X Continuazione di attività in corso
Dati del referente del progetto:
Cognome e nome: Patrizia Intravaia
Ente/Servizio: Comune di Sassuolo, Servizio Sicurezza Sociale
Telefono: 0536/1844710fax0536/1844909
e-mail: pintravaia@comune.sassuolo.mo.it
I° FASE
LA VALUTAZIONE DEL PROGETTO
Il fenomeno
- In quale ambito si inserisce l’intervento ovvero quale problema/fenomeno si intende affrontare?
Il progetto intende affrontare il fenomeno della condizione giovanile attraverso la realtà specifica dei gruppi informali. Nello specifico si prefigge di consolidare metodologie già sperimentate nel corso del 2004 e primo semestre 2005, in merito al lavoro di strada con i gruppi informali di adolescenti e giovani nei loro contesti di vita e di divertimento. In tale contesto si intende anche consolidarei sistemi di relazione e collaborazione tra settori diversi delle Amministrazioni Comunali, nonché con i diversi servizi delle Asl, Scuole, Parrocchie, Polisportive, Terzo Settore, ma anche di esplorare nuovi percorsi di intervento che consentano l’aggancio di situazioni giovanili a rischio.
- Attualmente quante persone si stima siano interessate dal problema/fenomeno nell’area geografica di riferimento dell’intervento?
Nei Comuni interessati dall’intervento i giovani di età compresa tra i 13 e i 29 anni sono più di 20.000. Considerato che l’intervento si pone come target preferenziale i giovani di 15-22 anni che fanno parte di gruppi informali, si stima che in linea teorica tutti i giovani presenti sul territorio possano essere interessati dal fenomeno.
- Come è descrivibile il problema/fenomeno in termini di dimensione e peculiarità? Uno degli ambiti più importanti per l’adolescente è il gruppo informale, che assume una valenza specifica ed intrinseca nell’ottica evolutiva dello sviluppo degli adolescenti.
Il gruppo informale diviene una sorta di palestra formativa, nella quale si misurano idee, comportamenti, amicizie che contribuiscono a definire il proprio senso di identità, il “chi sono io”, la propria peculiarità rispetto al mondo adulto, dal quale l’adolescente tenta di emanciparsi. Per farlo ha bisogno di una realtà che sia “protetta”, che condividabisogni e istanze che di volta in volta si affacciano sulla scena della vita. Su queste scelte o non scelte definisce se stesso, riconosce il suo eguale/diverso e su queste esperienze sedimenta una sua consapevolezza.Il gruppo deve essere principalmente considerato come luogo e bisogno di comunicazione e relazione e ogni intervento o attività sul gruppo deve salvaguardare questo bisogno primario. Il gruppo, in una parola, va salvaguardato nei suoi equilibri costitutivi: se non si rispettano tali equilibri o si disgrega il gruppo o il gruppo rifiuta ogni proposta. Va da sé che la “fine” del gruppo inizia con i bisogni individuali che affermano sempre più l’identità singola rispetto all’identità di appartenenza,spesso la formazione della coppia è l’elemento di discontinuità che porta all’abbandono della realtà del gruppo.
Il progetto in termini preventivi, intende anche lavorare sulla salvaguardia della comunicazione e della relazione con i gruppi, ove sia compromessa: con il quartiere, con il vicinato, con i negozianti, con le associazioni o i circoli, le forze dell’ordine ecc Diventa fondamentale in questo senso la costruzione di microprogetti che partano dai bisogni espressi e riconosciuti dal gruppo.
Diagnosi del territorio in relazione al progetto
- Quali sono le caratteristiche significative dei gruppi sociali nel territorio in cui si pensa di svolgere l’intervento?
Da una accurata analisi dei bisogni del Territorio, si è rilevato un trend negativo relativamente alla manifestazione di fenomeni di disagio giovanile, spesso sfocianti in comportamenti auto ed eterodistruttivi nei confronti della comunità.
Nell’analisi si è posta particolare attenzione ai bisogni dei ragazzi, sia studenti sia lavoratori, che per difficoltà personali, aspetti comportamentali, condizioni sociali, caratteristiche di territorio,non riescono ad inserirsi nei servizi attivati, né hanno contatti con altre strutture: get, free net, parrocchie, associazioni, biblioteche, ecc., né accedono a corsi, percorsi, sport.
Da tali ragioni si evince la necessità di consolidare interventi rivolti agli adolescenti direttamente sulla strada e nei loro luoghi di ritrovo abituali, sia nei comuni montani che in quelli pedemontani del Distretto:
- intendendo per “strada” ogni ambito di intervento che è al di fuori delle strutture e dei servizi formali e non.
- inserendo tale lavoro nella rete dei servizi educativi, sociali e sanitari, verso i quali l’operatore di strada svolge una funzione di collegamento tra le istituzioni e le agenzie pubbliche o private per facilitarne l’accesso alla popolazione giovanile.
- Quali sono le caratteristiche significative delle risorse (spazi, infrastrutture,..) del territorio o del contesto di riferimento?
I Comuni del Distretto hanno realizzato nel corso degli ultimi 6 anni numerosi progetti, interventi e azioni a sostegno dello sviluppo di percorsi di integrazione sociale, educativa territoriale, aggregazione giovanile, utilizzo del tempo libero per i preadolescenti e gli adolescenti. I GRUPPI EDUCATIVI TERRITORIALI (GET) attivati sul distretto sono 8: sono servizi aperti tutti i pomeriggi che lavorano in stretta collaborazione con le scuole secondarie di primo e secondo grado, accogliendo un totale di circa 300 ragazzi dai 12 ai 16 anni. L’équipe degli operatori è composta da 35 educatori territoriali. Si ritiene indispensabile lo sforzo di mantenere la stretta connessione tra tali interventi e il lavoro di strada rivolto ai gruppi informali.
Il Progetto STRADA FACENDO avviato nel corso del 2004 ha permesso di costituire 8 unità di strada composte da coppie di operatori che hanno realizzato una approfondita analisi del territorio, mappatura dei gruppi informali e delle realtà territoriali significative per il lavoro con gli adolescenti e i giovani. Va sottolineata inoltre l’attivazione sui Comuni pedemontani di Servizi per le Politiche giovanili, che promuovono iniziative, interventi e attività volte alla partecipazione sempre più significativa dei giovani alla vita della città. Sono stati aperti nel 2004 e saranno avviati nel corso del 2005 centri giovani, punti europa e centri di aggregazione che vanno ad implementare il sistema di risorse presenti nel distretto rivolte agli adolescenti e ai giovani.
Le esperienze effettuate inoltre nel campo del coordinamento e del lavoro di rete delle attività di prevenzione rivolte a preadolescenti ed adolescenti in collaborazione con scuole, parrocchie, associazioni, polisportive e servizi socio-sanitaridel Territorio hanno dimostrato la loro efficacia nel corso del tempo; per tale motivo si intende consolidare ed estendere tale percorso relativamente alle problematiche legate alla prevenzione primaria e secondaria, all’interno dell’ottica del sistema di rete dei servizi.
- Quali sono le caratteristiche significative del territorio?
L’intervento si colloca in un Distretto caratterizzato da elevata problematicità in relazione all’inserimento e integrazione della popolazione preadolescenziale e adolescenziale nell’ambito delle iniziative strutturate rivolte a tale target. Sono stati attivati nel Distretto infatti da anni interventi specifici rivolti alla prevenzione primaria e secondaria relativamente alla popolazione giovanile. Ciò che si evince dall’analisi di tali servizi è la difficoltà di raggiungimento e quindi di inserimento in tali ambiti strutturati, di fasce della popolazione giovanile di età compresa tra 13 e 22 anni, con particolare riferimento ai ragazzi non inseriti nel circuito scolastico.
Inoltre va sottolineata la forte presenza di minori e giovani immigrati dai paesi del sud Italia e dai Paesi extracomunitari.
Date queste premesse, si ritiene fondamentale consolidare interventi specifici su tali problematiche nei luoghi di aggregazione giovanile spontanea, inseriti nell’ambito della gestione coordinata di progetti e servizi rivolti alla popolazione preadolescenziale e adolescenziale, nell’ottica della prevenzione primaria e secondaria, e nell’ambito del sistema di rete dei servizi.
Riferimenti teorici, modelli interpretativi, ricerche di sfondo
- Quale ipotesi interpretativa date del problema/fenomeno che volete affrontare ovvero qual è il modello teorico di base a cui vi riferite?
Un progetto che avvia un percorso di attività con la realtà dei gruppi informali, soprattutto in un’ottica di prevenzione del disagio, non può prescindere da una considerazione teorica che faccia da sfondo al proprio agire.
Il primo riferimento è alle teorie psicologiche: la prima considerazione va ripercorsa nella definizione che diamo all’adolescenza: è il passaggio dalla condizione dell’infanzia non ancora finita e una maturità non ancora assunta che caratterizza invece l’essere adulto. In una parola è l’età della ricerca personale, la vera seconda chance di rifondare la propria identità con noi stessi e con gli altri. Schematicamente viene definita come l’età dei tre lutti:
- perdita del ruolo infantile
- perdita del corpo infantile
- perdita dei genitori infantilmente vissuti
A fronte di questi lutti,le prospettive di acquisizione si individuano in quelle che vengono chiamati “compiti di sviluppo” nel raggiungimento della maturità e che oggi si dilatano in modo abnorme tanto che il passaggio all’adultità completa viene considerato dai sociologi sui 34 anni, e sono:
- raggiungimento dell’autonomia dai genitori
- un codice morale, ovvero una capacità di astrazione, di idealizzazione, di critica della realtà e ricerca del giusto nelle proprie scelte
- raggiungimento di una sessualità sana e serena
- una adeguata scelta professionale
In una parola il termine esatto per definire lo scopo a cui tendono queste richieste di cambiamento è l’identità: una ricerca che dura per tutta la vita ma che nell’adolescenza ha il suo momento più acuto e sofferto.
Il secondo riferimento è alle teorie pedagogiche e sociali: Il lavoro di strada è nato da sperimentazioni avviate a partire da situazioni contingenti. Come altri lavori nel sociale dalla sperimentazione si è passati ad una teorizzazione del lavoro seguente alla pratica, una sintesi di ciò che si era fatto. Non si dispone, allo stato attuale, di dati attendibili riguardanti la diffusione degli interventi di strada in Italia, la loro localizzazione, il numero e la tipologia delle figure professionali impegnate.
Ciò che è certo è che la realtà del lavoro di strada è molto diffusa in Italia e a dimostrarlo sono i diversi eventi culturali promossi a suo favore; fra i più significativi il convegno promosso nel 1994 dalla regione Lombardia, quello svolto nello stesso anno aCertaldo (FI) e i due incontri promossi a Torino nel 1995 e a Candia (TO) nel 1996.
Il lavoro di strada è caratterizzato da indeterminazione e da un ribaltamento della prospettiva dell’operatore sociale che non si trova più ad aspettare l’utente ma gli va incontro, lasciandosi alle spalle le quattro mura del servizio. Questo rende soli e può portare smarrimento e bisogno di linee guida. È per questo che citiamo l’incontro di Certaldo del 1994, dove un gruppo di operatori di strada, appartenenti ad una ventina di associazioni e cooperative, ha elaborato un documento unitario, “la Carta di Certaldo”, che determina le linee guida del lavoro di strada.
Esse fanno riferimento:
- Fasi del lavoro: mappatura e ricognizione del territorio (conoscenza dei fenomeni e del target), contatto ed approccio con i giovani e strutturazione stabile dell’intervento (responsabilizzare i gruppi ed i territori, definire obiettivi forti, valutare il lavoro svolto).
- Lavoro di progettazione: delimitazione del campo di azione, definizione degli obiettivi, valutazione delle risorse disponibili.
- Sviluppo della comunicazione: caratterizzata da autenticità, intenzionalità e coscienza.
- Obiettivi: indicatori di verifica qualitativi e quantitativi.
- Professionalità dell’operatore: l’operatore diviene un facilitatore relazionale del territorio. Sono richieste competenze animativo-territoriali, di gestione di gruppi, di integrazione e di attivazione di risorse.
- Formazione dell’operatore: deve integrare una forte motivazione con conoscenze di sociologia, antropologia, lavoro di rete, lettura e gestione di dinamiche individuali e di gruppo, lavoro di équipe, strumenti e metodi di verifica.
Analisi della domanda
- Chi ha segnalato l’esistenza di rischi, problemi, necessità di un intervento?
Gli educatori territoriali e i mediatori generazionali che già lavoravano sul territorio con questo target hanno evidenziato, insieme al coordinamento pedagogico, alcune necessità:
- Rispondere ai bisogni (aggregativi, ricreativi, espressivi) dei ragazzi sia studenti che lavoratori, che per difficoltà personali, aspetti comportamentali, condizioni sociali, caratteristiche di territorio,non riescono ad inserirsi né al get né a free net, né hanno contatti con altre strutture: parrocchie, associazioni, biblioteche, ecc., né accedono a corsi, percorsi, sport
- Raggiungere sul Territorio i ragazzi, nei loro luoghi di ritrovo e tentare un “aggancio”, costruire relazioni significative, promuovere la cittadinanza partecipata, orientare ai servizi, proporre animazioni di quartiere
- Attivare progetti e formazione sul lavoro di strada, sia nei comuni montani caratterizzati da forte dispersione territoriale, sia nei comuni pedemontani in cui il fenomeno dei gruppi di preadolescenti ed adolescenti che si rendono protagonisti di episodi connotati negativamente è in crescita.
Sulla base di tali rilevazioni è stata sperimentata la prima fase del progetto che ha effettivamente rilevato alcune caratteristiche peculiari dei gruppi informali che divengono obiettivo di tale progetto.
- Chi ha proposto l’intervento?
L’intervento è stato proposto dal Servizio di coordinamento pedagogico distrettuale per le politiche di prevenzione e promozione per l’area preadolescenti, adolescenti e giovani, in collaborazione con i referenti dei Servizi per le Politiche Giovanili, Istruzione e Sociali dei Comuni coinvolti
- Chi ha la responsabilità della progettazione? Se si tratta di un gruppo, da chi è composto?
La responsabilità della progettazione è dei Comuni, e fa capo al Servizio di coordinamento pedagogico distrettuale per le politiche di prevenzione e promozione per l’area preadolescenti, adolescenti e giovani. Il servizio è composto da una coordinatrice pedagogica e da un pedagogista.
- Esiste la possibilità di collaborare con interventi analoghi in corso di esecuzione?
Nell’ambito del progetto è stato individuato il Centro Sociale Papa Giovanni XXIII di Reggio Emilia, per il quale lavora Marco Battini,come gestore della formazione degli operatori. Tale percorso ha permesso il confronto costante con il lavoro di strada già consolidato sul Comune di Reggio Emilia, e si prevede anche per la fase di consolidamento dell’intervento di proseguire con questa collaborazione, anche attraverso scambi e confronto diretto tra gli operatori delle diverse unità di strada, anche di altre città italiane.
I destinatari finali dell’intervento
- Quali sono i destinatari finali del progetto?
I gruppi informali di adolescenti e giovani
- Quali sono le caratteristiche dei destinatari finali e la loro dimensione numerica?
Si tratta di un target preferenzialmente di età 15-22 anni, che individua il gruppo informale come esclusivopunto di riferimento per il proprio percorso di crescita, e che non si riconosce o non frequenta gruppi formali. Si intende lavorare sia con giovani studenti che lavoratori, ma anche con quei giovani definiti “inconcludenti” in quanto al di fuori dei contenitori scuola e lavoro, e che più facilmente rischiano di incorrere in situazioni di rischio.
- Per quale ragione sono stati scelti proprio quei destinatari finali?
Il progetto assume una valenza preventiva, e come tale intende ridurre le condizioni di rischio legate al contesto o agli stili di vita dei ragazzi, in un’ottica di promozione di risorse e potenzialità, espressione genuina dell’identità del gruppo
- Quanti sono i destinatari finali che si prevede di raggiungere con il progetto?
E’ difficile indicare il numero di giovani che si prevede di raggiungere con l’intervento: idealmente ci si propone di ottenere almeno 1 contatto con ogni gruppo informale mappato, concretamente l’attività di aggancio e di costruzione delle relazioni avverrà con circa 1/3 di tutti i gruppi mappati sul distretto.
- Quali sono le modalità attraverso le quali si pensa di contattare, coinvolgere e motivare i destinatari finali dell‘intervento?
Osservazione partecipante, ascolto, colloquio formale ed informale, counselling educativo, mediazione tra l’utenza e le istituzioni; mediazione interculturale e accompagnamento ad altri servizi o agenzie
I destinatari intermedi dell’intervento
- Quali sono i destinatari intermedi del progetto?
E’ la comunità locale, coloro che beneficiano dell’intervento indirettamente.
I testimoni privilegiati del territorio, educatori territoriali, mediatori generazionali, allenatori, animatori degli oratori, gruppi formali e associazioni di o per i giovani
I cittadini residenti nei quartieri e nelle zone individuate per l’intervento, attraverso percorsi di mediazione nelle situazioni conflittuali, interventi sugli stereotipi sociali, sensibilizzazione rispetto alle attività realizzate coi ragazzi;
Enti locali, Scuole secondarie di primo e secondo grado, Parrocchie, Asl, Terzo Settore,
- Quali sono le caratteristiche dei destinatari intermedi e la loro dimensione numerica?
I destinatari intermedi sono figure che entrano in contatto con il mondo giovanile sia per caratteristiche professionali e funzioni dei servizi erogati, sia per aspetti legati alla vita di comunità.
Comuni coinvolti 6, Scuole secondarie di primo grado 13, Scuole secondarie di secondo grado 6, Parrocchie
10/15.
Educatori territoriali 35, animatori parrocchiali da 40 a 90
- Per quale ragione sono stati scelti proprio quei destinatari intermedi?
Sono stati individuati questi come destinatari intermedi perché sono costantemente a contatto con la realtà dei ragazzi e dei giovani, e possono divenire interlocutori per gli operatori di strada sia in merito ad interventi ed azioni da essi programmate, sia alla progettazione di interventi e microprogetti costruiti insieme. Inoltre divengono anche dei punti fermi di riferimento per gli operatori di strada che muovendosi sul territorio come sensori della realtà giovanile possono condividere il proprio punto di osservazione con quello degli altri attori.
Per quanto riguarda invece il mondo adulto che costituisce il “vicinato” diviene fondamentale avviare percorsi di relazione e mediazione, come strumento per il raggiungimento del target finale.
- Quanti sono i destinatari intermedi che si prevede di raggiungere con il progetto?
Potenzialmente tutti quelli indicati in precedenza, almeno come primo contatto di conoscenza e diffusione delle informazioni circa il progetto e la presenza sul territorio degli operatori di strada. I contatti saranno costruiti di volta in volta sulla base delle problematiche che si rileveranno, dei gruppi agganciati, delle finalità dei microprogetti.
- Quali sono le modalità attraverso le quali si pensa di contattare, coinvolgere e motivare i destinatari
intermedidell‘intervento?
Organizzazione di incontri formali tra le unità di strada, i coordinatori pedagogici e i referenti dei diversi servizi comunali, servizi asl, delle scuole, delle parrocchie, del Terzo settore.
Presentazione diretta da parte degli operatori, diffusione di materiale informativo circa la strutturazione e le finalità del progetto.
Gli obiettivi
- Obiettivi strategici del progetto (secondo la Delibera R. 615/2004)
Raggiungimento di gruppi informali/lavoro di strada: Rendere gli adolescenti maggiormente protagonisti e aumentare il loro senso di appartenenza al territorio, migliorando la qualità della loro vita.
Prevenzione del disadattamento,attraverso lo sviluppo di fattori protettivi e il contenimento di fattori generali di disagio che possano ostacolare il percorso di adattamento all’utenza; prevenzione specifica primaria dei comportamenti devianti; prevenzione specifica secondaria tesa a impedire l’aggravarsi di comportamenti devianti e a prevenire processi di stigmatizzazione e di emarginazione di soggetti a rischio;
Sostegno alla creatività giovanile: promozione delle risorse e delle competenze individuali e di gruppo(socializzazione, protagonismo, creatività, autorganizzazione, cultura, ecc.)
Coinvolgimento degli adulti significativi: Riduzione della distanza tra mondo giovanile e mondo adulto, individuazione di linguaggi comuni, attivazione di percorsi di collaborazione, contribuire a modificare le percezioni che i cittadini residenti nel quartiere hanno circa i fenomeni sui quali si vuole intervenire.
Obiettivi – per i progetti che prevedono il coinvolgimento di destinatari intermedi
- Quali sono gli obiettivi che si intendono raggiungere intervenendo sui soggetti che fungono da intermediari verso il target?
Riduzione della distanza tra mondo giovanile e mondo adulto, individuazione di linguaggi comuni, attivazione di percorsi di collaborazione, costruzione di reti
- Quale correlazione esiste tra gli obiettivi stabiliti per i destinatari finali dell’intervento e quelli relativi ai soggetti intermedi?
Gli obiettivi stabiliti per i destinatari intermedi dell’intervento sono funzionali e strumentali rispetto a quelli relativi ai soggetti finali
I soggetti che partecipano all’attuazione del progetto:
- Quali soggetti pubblici e del Terzo settore si intende coinvolgere nella realizzazione del progetto?
Comuni di Sassuolo, Fiorano, Formigine, Maranello, Palagano e Prignano in qualità di promotori del progetto. In particolare, Servizi Cultura e Politiche Giovanili, Istruzione, Sociali, Sport
Coinvolgimento del Sistema dei Servizi presenti sul Territorio con particolare attenzione a scuole secondarie di primo e secondo grado, servizi sanitari dell’azienda usl, in particolare, Servizio Dipendenze Patologiche, Spazio Giovani Consultorio, Centro d’Ascolto adolescenti, servizio sociale minori, centri territoriali per l’impiego, parrocchie, privato sociale, organizzazioni di volontariato.
- Quali modalità di collaborazione e di coordinamento della rete intendete attivare?
Le unità di strada sono inserite nel servizio di coordinamento pedagogico distrettuale per le politiche di prevenzione e promozione rivolte a preadolescenti e adolescenti, già strutturata in senso verticale e orizzontale. Gli operatori di strada saranno agevolati nell’ingresso nel sistema dei servizi
- Quali sono le competenze operative di ciascun soggetto nell’attuazione degli interventi previsti?
Enti Locali gestione, organizzazione e supervisione del progetto
Asl consulenza e supporto
Associazioni e Parrocchie animazione, integrazione
Privato sociale formazione
Il metodo di intervento
- Quali sono le strategie e i metodi utilizzati per realizzare l’intervento?
L e fasi di lavoro nelle quali è strutturato il lavoro di strada sono le seguenti:
a) Mappatura e osservazione: consiste in una attività di mappatura, osservazione e monitoraggio di un territorio, delle sue caratteristiche strutturali, delle realtà culturali, ricreative, istituzionali presenti e delle aggregazioni giovanili. Le mappature da mettere in atto per un corretto lavoro di monitoraggio del territorio sono le seguenti:
- topografica;
- delle aggregazioni giovanili;
- delle realtà formali e istituzionali presenti nel territorio.
La mappatura deve essere, per l’operatore, un mezzo di conoscenza approfondita del territorio in cui lavorerà.
b) Contatto e aggancio: attraverso la mappatura si può scegliere con quali gruppi informali entrare in contatto. Per effettuare l'aggancio con le compagnie giovanili si possono utilizzare strategie dirette o indirette:
presentazione diretta da parte degli operatori;
promozione di attività ludico- ricreative e animative;
questionari o interviste;
contatti con uno o più componenti per arrivare al gruppo;
presentazione al gruppo da parte di un soggetto conosciuto.
Ogni aggancio deve essere progettato sulla base delle fantasie che gli operatori si sono fatti sul gruppo. Tale metodo permette di verificare meglio se le fantasie erano realistiche oppure solo frutto dei pensieri dell’operatore, ma anche per progettare operativamente l’aggancio che potrebbe essere un’azione caratterizzata da molta ansia.
c) Conoscenza e consolidamento relazione: in questa fase, che segue il primo contatto, si cerca di creare un rapporto di fiducia e confidenza con i gruppi di giovani attraverso una frequentazione regolare dei luoghi di aggregazione. In questa fase oltre ad accorciare le distanze e a creare rapporti di fiducia si cercherà altresì di leggere le dinamiche dei gruppi, di continuare l'opera di osservazione e monitoraggio, di conoscere gli indicatori di disagio, di verificare il livello di isolamento dei gruppi.
d) Progettualità comuni, fra operatori e ragazzi, in presenza di una relazione di fiducia: la microprogettualità, che è la parte più operativa e che riguarda in particolare il raggiungimento degli obiettivi intermedi, consiste nel creare con i gruppi contattati progetti relativi ad attività per loro interessanti riguardanti il tempo libero, lo sport, la creatività.
e) Distacco: è la fase in cui si tirano le somme del lavoro fatto con i gruppi e in caso di lavoro positivo si restituisce agli stessi la possibilità di continuare il percorso intrapreso senza la mediazione continua degli operatori di strada. E' una fase delicata poiché se gestita male potrebbe invalidare gli obiettivi raggiunti in precedenza. È la fase più importante di ogni rapporto educativo che tende all'autonomia del soggetto e alla sua realizzazione.
f) Documentazione: E’ una parte interconnessa a tutte le fasi del lavoro, che permette sia di costruire memoria storica del lavoro effettuato, sia di dare feedback permanenti ai destinatari finali e intermedi del progetto.
- Qual è la durata prevista del progetto e quali sono le azioni significative?
La durata prevista è triennale. Le azioni significative sono quelle indicate al punto precedente.
- Come viene pianificata l’attività?
Secondo l’ordine indicato al punto a)
Le risorse
- Chi svolge l’intervento e quali sono le qualifiche e le competenze richieste?
Operatori di strada: l’operatore diviene un facilitatore relazionale del territorio. Sono richieste competenze animativo-territoriali, di gestione di gruppi, di integrazione e di attivazione di risorse.
Formazione dell’operatore: deve integrare una forte motivazione con conoscenze di sociologia, antropologia, lavoro di rete, lettura e gestione di dinamiche individuali e di gruppo, lavoro di équipe, strumenti e metodi di verifica.
- Quanto tempo di lavoro si prevede dovranno impiegare gli operatori?
Gli operatori avranno un monteore mensile di circa 36 ore
- Quali risorse sono disponibili e quali è necessario reperire in termini di organizzazione, spazi e materiali?
Per ogni unità di strada sono disponibili: macchina fotografica digitale, webcam, videocamera digitale, postazione informatica con stampante, masterizzatore, collegamento ad internet;
sede ufficio per l’attività di programmazione e preparazione materiale per i gruppi;
supporti dei diversi uffici comunali.
- Quali altre attività e iniziative attive in quel contesto possono influire, e come, sulla realizzazione dell’intervento?
Le iniziative legate ai Progetti Giovani dei singoli Comuni coinvolti e i servizi educativi e aggregativi già esistenti possono favorire la realizzazione delle microprogettualità pensate coi gruppi agganciati, e il reperimento delle risorse per la loro realizzazione.
Inoltre gli educatori e animatori di territorio possono fungere da agenti o intermediari per la realizzazione degli agganci con i gruppi informali.
La documentazione dei risultati
Quali azioni e strumenti prevedete per documentare lo svolgimento ed i risultati del progetto al committente?
- Ogni operatore compila quotidianamente il Diario di Bordo mensile, che serve come promemoria delle attività svolte e rendicontazione delle ore utilizzate;
- L’unità di strada compila quotidianamente, per ogni attività svolta, la relativa Scheda:
- Scheda mappatura (per ogni uscita durante la mappatura del territorio e dei gruppi);
- Scheda incontri con i gruppi (per ogni incontro con un gruppo con cui si lavora);
- Verbali con indicazione di data, luogo, ora, persone presenti, argomenti trattati, decisioni prese (per ogni incontro con rappresentanti di gruppi/enti formali, con il referente del Comune, con l’Assessore di riferimento; per ogni équipe, supervisione, programmazione di unità di strada);
- L’unità di strada compila poi progressivamente le schede generali:
- Aggregografia giovani - Scheda osservazione, aggancio, progettazione, valutazione (scheda generale sul gruppo, da utilizzare per l’osservazione, la progettazione dell’aggancio e del successivo lavoro con tale compagnia, la valutazione del lavoro svolto);
- Scheda realtà territoriali (per ogni realtà territoriale formale contattata: parrocchie, circoli, associazioni, bar…)
- Raccolta di materiale fotografico e video sui gruppi informali, da inserire in una pubblicazione alla fine della triennalità, e da utilizzare in mostre itineranti sul territorio all’interno delle diverse manifestazioni organizzate dai comuni sui temi della promozione e della partecipazione
- Spazio web: costruzione di un portale distrettuale rivolto al mondo giovanile e agli operatori del settore, che ricomprenda il sito attualmente legato al progetto Gian Burrasca (www.getgianburrasca.it) e il sito legato al progetto Free Net (www.retefreenet.it). Lo scopo è quello di dare omogeneità ai progetti attivati relativamente al mondo adolescenziale e giovanile, anche attraverso la visibilità nella rete. Il portale si proporrà come strumento di aggiornamento per gli operatori del settore, e come spazio di confronto, relazione, consultazione e consulenza da parte dei ragazzi e dei giovani.
Quali azioni e strumenti prevedete per informare i destinatari ed il territorio di riferimento sullo svolgimento ed i risultati del progetto? Raccolta di materiale fotografico e video sui gruppi informali, da inserire in una pubblicazione alla fine della triennalità
Spazio web: costruzione di un portale distrettuale rivolto al mondo giovanile e agli operatori del settore
Materiale informativo, cartoline, manifesti ecc
Iniziative di promozione rivolte alla cittadinanza
La pianificazione della valutazione
La valutazione viene realizzata X Sul progetto: essendo un consolidamento di un progetto sperimentale, si è provveduto a valutare gli esiti ottenuti nella prima fase di sperimentazione 2004/05, e sulla base delle evidenze estrapolate si è riprogettato l’intervento.
X In itinere: per valutare nelle fasi di esecuzione del progetto se le strategie adottate e le azioni intraprese rispettano il principio di coerenza tra metodi e obiettivi prefissati, si prevede una continua valutazione in itinere
X Ex post: Alla fine del periodo previsto, che è triennale, si procederà con la valutazione relativa alla efficienza dell’intervento in termini di rapporto costi/benefici; e all’impatto, cioè all’effetto ottenuto sulla comunità.
- Quale o quali tipi di valutazione di processo e di risultato sono previste dal progetto?
Di processo: viene effettuata in itinere, durante tutto il periodo di attivazione dell’intervento, attraversogli incontri di équipe, gli incontri di coordinamento e le sedute di supervisione, ed è volta a valutare
X Adeguatezza delle risorse: se le risorse impegnate sia in termini economici che in termini di personale, sono adeguate rispetto al lavoro
X Adeguatezza dell’organizzazione: se la strutturazione in équipe, coordinamento distrettuale e supervisione è adeguata; se la rete di servizi a supporto è funzionale o no
X Adeguatezza dei metodi: se il metodo di lavoro, declinato negli elementi esplicitati al punto 1.8, è coerente con gli obiettivi
X Coerenza tra obiettivi e risorse, organizzazione, metodi
Gli strumenti utilizzati sono stati indicati al paragrafo 1.10 a, punti 1-2-3
Indicatori:
N° uscite degli operatori sul territorio in 1 settimana
N° di gruppi mappati
N° realtà territoriali esistenti e disponibili a collaborare
N° ore per équipe, supervisione, coordinamento distrettuale
Di risultato:verrà effettuata alla fine della prima annualità di consolidamento (fine 2005/inizio 2006) e sarà volta a verificare l’attendibilità dei risultati ottenuti e la corrispondenza tra questi risultati e gli obiettivi prefissati, in termini di
X Reazioni dei destinatari: sia finali che intermedi
X Efficienza: se il rapporto costi/benefici è adeguato
X Efficacia: se ha permesso di raggiungere gli obiettivi
X Impatto: quale effetto ha avuto sulla comunità
Indicatori:
N° di gruppi agganciati
N° realtà territoriali esistenti con cui si è collaborato
N° microprogetti attivati
N° di incontri e collaborazioni con i diversi Servizi dei Comuni coinvolti
La valutazione del progetto, sia di processo che di risultato, viene effettuata dal servizio di coordinamento pedagogico responsabile dell’intervento, nella figura del coordinatore pedagogico. |