| Progetto “Strada Facendo”
Costituzione di unità operative di strada rivolte a gruppi adolescenziali informali del distretto, nell’ambito della rete dei servizi attivati con i gruppi educativi territoriali e la rete free net.
Relazione conclusiva relativa alla fase sperimentale maggio ‘04-gennaio ‘05
Premessa
Da una prima valutazione tra la fine del 2003 e l’inizio del 2004 della condizione giovanile sul nostro distretto e dello stato di attuazione dei servizi rivolti ai preadolescenti ed adolescenti, è emersa una situazione di elevata problematicità in relazione all’inserimento e integrazione della popolazione preadolescenziale e adolescenziale nell’ambito delle iniziative strutturate rivolte a tale target. Gli interventi attivati sul Distretto fino a quel momento, specificamente rivolti alla prevenzione primaria e secondaria relativamente alla popolazione giovanile, come gli interventi di educativa territoriale (GET, Progetto Gian Burrasca), spazi per l’aggregazione giovanile (FREE NET), spazi giovani, sportelli di ascolto, percorsi di educazione alla salute, sostegno alla genitorialità, percorsi di integrazione scuola-extrascuola evidenziavano la difficoltà di raggiungimento e quindi di inserimento in tali ambienti con ragazzi di età compresa tra 13 e 22 anni, non inseriti nel mondo scolastico, parrocchiale, aggregativo, associativo ecc
Accanto a ciò si poneva la rilevazione di fenomeni e comportamenti manifestati da alcuni gruppi giovanili all’interno della comunità locale, condotte caratterizzate da forte disagio, difficoltà ad accettare le regole del vivere sociale, tendenza all’illegalità, ricerca di situazioni e comportamenti a rischio legati all’assunzione di sostanze stupefacenti e all’area della sessualità.
Date queste premesse, si è ritenuto importante procedere con l’attivazione di interventi specifici su tali problematiche nei luoghi di aggregazione giovanile spontanea, inseriti nell’ambito della gestione coordinata di progetti e servizi rivolti alla popolazione preadolescenziale e adolescenziale, nell’ottica della prevenzione primaria e secondaria, e nell’ambito del sistema di rete dei servizi.
Si è così deciso di orientarsi verso l’educativa di strada: chiedendo la disponibilità agli educatori dei G.E.T. e ai mediatori di FreeNet a sperimentarsi in questa diversa professionalità, è stato individuato e concretizzatoun percorso che si è sviluppato tramite le fasi di
- Selezione,
- Formazione,
- Osservazione e analisi del territorio,
- Mappatura dei gruppi e conoscenza delle realtà territoriali,
- Contatto e Aggancio dei gruppi scelti,
- Conoscenza e Consolidamento della relazione,
- Microprogettualità
Sono state costituite 6 unità di strada (composte da 2 operatori ciascuna) per 8 Comuni, così dislocate: 1 coppia operatori per ogni Comune pedemontano (8 operatori), 2 coppie operatori (4 operatori) per i 4 Comuni montani.
Il Comune di Sassuolo ha fatto la scelta di finanziare una ulteriore unità di strada per il proprio territorio.
I tempi di attivazione assegnati al progetto e la decisione di prolungare l’attività a tutto il mese di gennaio 2005, sono state frutto di una scelta ragionata da parte delle precedenti Amministrazioni, allo scopo di porre le condizioni per la valutazione circa l’opportunità di proseguire l’intervento ed inserirlo nei Piani di zona 2005/2007.
Contratto e monteore
Agli operatori è stato assegnatoun monteore totale di 180 ore, così articolate:
- 34 ore di formazione teorica e costruzione del progetto di intervento
- 20 ore di supervisione in itinere (4 ore mensili per 5 mesi)
- 116 ore di lavoro sul Territorio per conoscenza, mappatura, contatti con i gruppi, scelta dei gruppi, aggancio, progettazione di interventi in collaborazione con i gruppi contattati, realizzazione degli interventi.
- 10 ore di coordinamento pedagogico distrettuale (2 ore mensili per 5 mesi)
30.07.2007o;operatore di strada: definizione e finalità del lavoro di strada
La strada è vista come luogo positivo, d’esperienza, in cui il lavoro di strada assume il significato di un accompagnamento alla pari tra accompagnatore e accompagnato.
L’obiettivo è la TUTELA DELLA SALUTE e si può descrivere attraverso tre punti fondamentali:
- tutelare la salute delle persone e fare in modo che le stesse la tutelino, promuovendo la qualità della vita;
- promuovere l’integrazione delle persone, per ridurre il rischio di disagio sociale, di emarginazione, marginalità e devianza, ove sia rilevata e riconosciuta l’esistenza di situazioni definite a rischio;
- favorire lo sviluppo di comunità, valorizzando le risorse del territorio, promuovendo la creatività, costruendo reti di prevenzione e relazioni tra diversi gruppi e tra i gruppi e l’esterno;
Formazione
Dal 19 maggio fino a luglio 2004 è stato realizzato il percorso formativo con l’Associazione Papa Giovanni XXIII di Reggio Emilia, con i formatori Marco Battini e Luana Pensieri.
La formazione ha previsto
A) un percorso intensivo su: il lavoro di strada, storia, esperienze, teoria di riferimento, tipologia, condizioni preliminari, strumenti, mappatura, aggancio, interventi, valutazione.
B) la supervisione mensile su ottimizzazione risorse, mappatura, scelta dei gruppi, ipotesi di aggancio, esiti, microprogetti, costruzione di eventi; analisi dei vissuti degli operatori.
Il corso si è articolato in momenti di plenaria e in lavoro di gruppo, integrando i contenuti teorici con la parte esperienziale e di auto-sperimentazione.
Il corso ha permesso agli operatori di sviluppare consapevolezza circa il lavoro di strada e il ruolo che avrebbero dovuto assumere in relazione ai gruppi informali.
Il lavoro di strada è
- Un’attività di studio, di costruzione, di relazione e di interventi con i ragazzi in luoghi di rischio scelti dai ragazzi stessi.
- Utile a conoscere il territorio e le persone che lo vivono, a migliorare l’inserimento sociale, a rispondere ai bisogni, a prevenire ed educare.
- Consiste nell’ identificare, conoscere, entrare in relazione, definire, fare.
Le tre parole chiave del lavoro di strada sono: ascolto, creatività, tessere reti. Tali riflessioni sono state inserite in una cornice teorica ben definita, attraverso una delineazione storica del lavoro di strada dalle sue origini fino alla “Carta di Certaldo”(1994) in cui vengono delineate le linee guida del lavoro di strada.
Nel lavoro di strada, per necessità classificatorie, vengono individuate 4 grandi tipologie di intervento:
- La rilevazione di strada
- L’animativa di strada
- La riduzione del danno
- L’educativa di strada
- Il progetto STRADA FACENDO si muove sull’ultima tipologia.
Il percorso formativo è proseguito con la definizione delle fasi del lavoro di strada e degli strumenti da utilizzare nella fase operativa.
Osservazione e analisi del territorio
Dal mese di luglio 2004 si è avviata l’osservazione e l’analisi del territorio per individuare così i punti di aggregazione informali dei ragazzi dai 14 ai 22 anni: gli operatori di strada in ogni Comune, grazie alla collaborazione dei responsabili dei servizi coinvolti, si sono procurati cartine topografiche, mappe, elenchi delle associazioni e altri materiali utili in questa prima fase.
Con cartina alla mano i territori comunali sono stati divisi in zone “convenzionali” nelle quali è partita l’osservazione: gli operatori hanno quindi individuato i luoghi di aggregazione formali e informali, e li hanno studiati, visitando direttamente i luoghi, contattando i referenti di territorio, osservando i gruppi che vi stazionavano.
Il passo successivo è stato quello di selezionare le realtà territoriali e il loro grado di conoscenza , di lontananza o di vicinanza rispetto al futuro lavoro coi gruppi informali.
Coordinamento pedagogico distrettuale
Nel mese di settembre si è passati alla fase operativa e alla definizione tecnica dell’équipe distrettuale degli operatori di strada: si sono costruite le schede di verbalizzazione, di mappatura, di analisi delle realtà significative del territorio; sono state definite le fasi operative per ogni unità di strada, e delineati i contenuti della lettera di presentazione da consegnare alle realtà territoriali contattate.
Il coordinamento distrettuale ha previsto un incontro mensile di 2 ore e un incontro mensile di 4 ore con i formatori.
All’interno di ogni Comune inoltre sono state fissate équipe con cadenza quindicinale alla presenza degli operatori di strada, dei referenti comunali, della coordinatrice pedagogica distrettuale per affrontare le problematiche specifiche riscontrate sul Comune.
Conoscenza delle realtà territoriali
Gli operatori con l’appoggio della coordinatrice pedagogica e dei referenti comunali hanno incontrato diverse realtà territoriali, istituzionali e non, per presentare il progetto, farsi conoscere e raccogliere informazioni circa le attività svolte dai diversi attori di territorio e le eventuali disponibilità per collaborazioni future:
- Gli Assessori e i referenti dei Servizi Cultura e Politiche giovanili, Servizi Sociali e Istruzione dei Comuni
- Le biblioteche, gli informagiovani, gli URP
- I bar, i circoli
- I Comitati dei Parchi
- Le Associazioni
- Le Parrocchie e gli Oratori
- Le scuole medie inferiori e superiori
- I GET
- Il Centro Servizi per il volontariato
- L’ASL
- L’operatore di Scuola Bottega
- Le Polisportive
Mappatura dei gruppi
Dalle informazioni raccolte dagli incontri con le realtà territoriali e dalla conoscenza dei molti luoghi di ritrovo dei gruppi giovanili, scoperti durante l’osservazione del territorio, si è iniziata la mappatura vera e propria.
Il primo passo è stato quello di ritornare sui luoghi individuati in precedenza per verificare l’effettiva presenza di gruppi, facendo maggiore attenzione ai luoghi più frequentati e ai gruppi che si incontravano più assiduamente in uno stesso posto. I gruppi individuati nella mappatura erano quelli con membri di età compresa tra i 13 e i 22 anni,considerando i gruppi non compresi in questa fascia solo se condividevano gli stessi spazi e gli stessi orari.
Per verificare la presenza di giovani, gli operatori hanno fatto sopralluoghi uscendo sul territorio in diverse fasce orarie del pomeriggio e della sera, privilegiando i giorni dal lunedì al venerdì che confermano la presenza stabile dei gruppi, mentre il sabato e la domenica assumono la caratteristica di momenti di ritrovo occasionale.
Ogni uscita sul territorio per la mappatura è stata verbalizza nelle apposite schede.
Per selezionare i gruppida agganciare, sono stati seguiti tre criteri:
- A livello distrettuale: nel coordinamento e con il supporto dei formatori sono state definiti gli indici di disagio ovvero: Isolamento sociale, Assenza di possibilità di autoaffermazione, Noia e apatia, Stereotipo sociale, Condotte antisociali e Uso di sostanze illegali.
- A livello comunale: all’interno di ogni équipe sono stati di volta in volta concordati insieme al referente comunale i gruppi da agganciare e con cui lavorare.
- A livello di Unità di strada: è stato assegnato particolare valore alle impressioni che il gruppo suscitava nella unità di strada, in termini di curiosità, desiderio di conoscenza, sensazione di essere a proprio agio.
Contatto e aggancio
A seguito della fase di mappatura, in sede di équipe, di coordinamento distrettuale e di supervisione si è ragionato insieme riguardo alla scelta dei gruppi con cui lavorare. Per ogni Comune sono stati individuati alcuni gruppi che rispecchiavano i criteri appena descritti.
Prima di prendere contatto con un gruppo gli operatori di strada hanno fatto alcune uscite appositamente per osservare le abitudini e i comportamenti all’interno del gruppo, al fine di formulare ipotesi d’aggancio che tenessero conto delle caratteristiche del gruppo stesso.
Valutazione
Il progetto prevedeva la realizzazione delle seguenti azioni, che in massima parte sono state realizzate:
- Definizione e realizzazione di un percorso formativo per gli operatori già inseriti nei servizi del territorio (GET e FREE NET), relativamente alla metodologia del lavoro di strada e agli strumenti della ricerca sociale sul territorio.
- Individuazione di 12 operatori di strada, intesi come facilitatorirelazionali del territorio.
- Attivazione di unità operative di strada su tutto il territorio del distretto che lavorino con ragazzi che hanno il gruppo informale come unico punto di riferimento e che esprimono attraverso atteggiamenti e comportamenti la propria difficoltà ad adeguarsi alle richieste di “omologazione” delle comunità di appartenenza.
- osservazione e analisi del territorio preso in esame, inteso come sistema complesso e come popolazione nel suo insieme, le sue risorse, i bisogni espressi e quelli che rimangono inespressi;
- osservazione e analisi delle domande espresse a livello individuale o di piccolo gruppo;
- contatto con associazioni spontanee, agenzie educative e servizi socio-sanitari, presenti nel territorio;
- facilitazione della comunicazione e della circolazione delle informazioni tra gli attori del contesto di intervento;
- microprogettualità, ovvero organizzazione di attività e animazione a partire dalle esigenze dei ragazzi contattati;
- elaborazione, realizzazione e valutazione dell’intervento in collaborazione con la rete istituzionale e informale dei servizi.
- Promozione degli interventi realizzati e diffusione della documentazione relativa.
Tra gli indicatori per la valutazione di processo in riferimento all'insieme delle risorse utilizzate per la realizzazione del progetto e alle modalità di attuazione dell'intervento erano stati individuati in fase di progettazione:
- Consolidamento della rete di servizi integrati tra i diversi Enti coinvolti (Comuni, Scuole medie inferiori e superiori, Asl, Privato Sociale, Volontariato)
- Rilevazione di forme di coordinamento forti sul territorio tra gli attori della rete
- Tipologia di servizi e agenzie coinvolte e livello di coinvolgimento nella programmazione e progettazione degli interventi
- Livello di integrazione con i gruppi educativi territoriali GET e la rete FREE NET
- Uscire dalla logica del singolo intervento per agire in una dimensione di Piano
Tra gli indicatori per la valutazione dei risulta30.07.2007ate ed agli effetti prodotti dall'intervento sui destinatari erano stati individuati in fase di progettazione:
- Gruppi informali coinvolti e relazioni stabilite
- Ragazzi coinvolti nelle attività organizzate sul territorio
- Eventi e attività di promozione realizzate
- Formatori e consulenti coinvolti e attività di formazione realizzate
- Capacità di riconoscere gli effetti anche inattesi dei diversi interventi, autovalutarsi e innescare processi di ri-progettazione
- Accresciuto senso di appartenenza alla comunità da parte dei ragazzi
- Coinvolgimento di attori inizialmente non previsti o non considerati
Conclusione
La fase sperimentale è stata troppo breve per consentire una approfondita analisi e valutazione dell’intervento: in 5 mesi di attività è stato possibile impiantare un progetto del tutto nuovo, con professionalità specifiche che necessitavano di una formazione adeguata.
Nel corso del progetto è venuto a mancare il supporto tecnico della figura della pedagogista che affiancava la coordinatrice pedagogica, e ciò ha rappresentato certamente un limite nella possibilità di accompagnare passo passo gli operatori di strada.
Tra le criticità emerse si sottolineano:
- la complessità e vastità del territorio, con caratteristiche estremamente diverse tra i comuni pedemontani e quelli dell’area montana, cosa che ha in alcuni momenti rallentato e appesantito i momenti di coordinamento e supervisione distrettuale, in quanto le esigenze e le problematiche portate dagli operatori erano sostanzialmente diverse.
- l’arco di tempo limitato di sperimentazione: perché un simile progetto cominci a produrre risultati occorre molto tempo come per tutti i progetti nel campo preventivo, educativo e sociale: il tempo permette di rafforzare l’identità professionale degli operatori dandogli la possibilità di sperimentarsi sul campo, rendere l’operatore di strada facilmente riconoscibile sul territorio, consolidare i rapporti con le realtà di territorio, inserirlo in una rete forte e altamente strutturata nella quale siano ricompresi tutti gli interventi di promozione, integrazione, prevenzione rivolti alla popolazione adolescenziale.
- una notevole mobilità dei gruppi sul territorio, elemento di cui si deve tenere conto nella riprogettazione dell’intervento
- la rinuncia a proseguire nel progetto da parte di alcuni operatori di strada. Questo rischio ovviamente fa parte di tutti i progetti in cui si ha a che fare con le persone e le loro motivazioni professionali, ciò però evidenzia un elemento molto importante di cui tenere conto nella scelta e individuazione delle figure professionali adeguate: l’esperienza professionale all’interno di servizi molto strutturati (come i GET) non agevola ... diverso per vestire i panni dell’operatore di strada.
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