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FORMAZIONE TITOLO CORSO: “La comunicazione nella relazione educativa”
FORMATORE: dott. Daniela Zanini, psicoterapeuta, Verona
DURATA: 21 ore
ANNO SCOLASTICO: 2001/2002.

Il progetto proponeva un percorso formativo, per gli educatori del distretto di Sassuolo, con due obiettivi principali:
1. sviluppare competenze comunicative
2. offrire agli educatori uno spazio di confronto e di supporto sulle problematiche lavorative.

Il primo modulo, dato che il gruppo educatori era ampio ed eterogeneo per la formazione dei suoi componenti, mirava alla creazione di un linguaggio condiviso dal gruppo degli operatori sul tema della comunicazione umana. Il modulo si proponeva dunque di fornire qualche strumento operativo per gestire l’attività di relazione interpersonale e di abilitare il più possibile i partecipanti ad impostare uno stile comunicativo che faciliti il flusso di informazioni tra soggetti e li avvicini ad una reale collaborazione tra persone. L’argomento trattato permetteva inoltre al formatore di proporre esercitazioni che facilitassero anche la conoscenza reciproca dei partecipanti e la creazione di un clima di gruppo disteso e non giudicante. In seguito ad un primo momento di socializzazione, si sono affrontati i temi classici della comunicazione (feedback, componenti della comunicazione umana, percezione, ascolto attivo, assertività).

educatori

Nel secondo modulo, allo scopo di valorizzare ed accrescere la ricca esperienza lavorativa che gli educatori hanno nel settore specifico, si proponeva uno spazio di lavoro di gruppo molto meno strutturato del precedente. I partecipanti portavano le loro esperienze lavorative ed il gruppo lavorava su questi casi reali con la stretta supervisione del formatore. Il formatore in questa fase assumeva quasi la valenza di un coach.
Questo tipo di intervento permetteva di abituare gli educatori a porsi nell’ottica del problem solving: le difficoltà quotidiane riscontrate al lavoro diventano così occasione di apprendimento e miglioramento.

L’approccio metodologico proposto era di tipo esperienziale. Si trattava di un approccio olistico, che teneva in considerazione tutta la persona (pensiero, emozione, azione) che facilita lo sviluppo dell’individuo ma anche lo sviluppo della vita del gruppo.
La metodologia d’aula si caratterizzava da:
- un approccio interattivo
- il coinvolgimento dei partecipanti come “veri attori” del processo formativo
- concretezza e semplicità dei contenuti per agevolare il “trasferimento sul campo”
- sttenzione al vissuto di ciascun partecipante finalizzato ad accellerare l’apprendimento e la memorizzazione dei concetti
- creazione di un clima sereno ed informale, essenziale per una lettura dinamica dell’esperienza e per dare impulso al processo di miglioramento della qualità del servizio.

   

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Pagina aggiornata il 19.05.2012
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