| FORMAZIONE |
TITOLO CORSO: “Laboratorio di Teatro dell’Oppresso”
FORMATORE: Valentina Tosi, “Giolli – Centro di ricerca
su Teatro dell’Oppresso e Coscientizzazione”, Reggio Emilia
DURATA: 30 ORE
ANNO SCOLASTICO: 2002/2003
La scelta di proporre una formazione improntata ad una modalità
di apprendimento creativa e teatrale, poggia sulla convinzione che
l’apprendimento esperienziale offra ad ognuno la possibilità
di mettersi in gioco direttamente, impersonando anche ruoli diversi,
fino a spogliarsi dai costrutti e modelli mentali, che se da un
lato sono le basi e le sicurezze di ognuno, dall’altro rappresentano
a volte degli impedimenti nella relazione con l’altro, le
rigidità che fanno chiudere ipotesi e possibilità
di conoscenza reciproca.

Metodologia:
Il laboratorio è stato condotto col metodo del Teatro dell'Oppresso
di Augusto Boal che si rifà pedagogicamente al pensiero di
Paulo Freire. La conduzione era quindi improntata al non-giudizio,
alla valorizzazione di tutti i partecipanti, alla facilitazione
graduale dell'espressività, all'azione e successiva riflessione,
al gioco dell'immaginazione e al pensiero creativo, alla creazione
di un clima comunicativo di ascolto reciproco.
La filosofia di fondo si ispirava alla Ricerca-Intervento di Lewin
e alle sue evoluzioni italiane (Approccio Sviluppo di Comunità
dell'ASSCOM di Milano), con attenzione quindi a rendere i gruppi
sociali protagonisti del proprio cambiamento e capaci di affrontare
i problemi da loro stessi individuati.

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