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FORMAZIONE TITOLO DEL CORSO: “Educare: meglio moltiplicare che curare”
FORMATORE: Dott. Guido Tallone, Gruppo Abele, Torino
DURATA: 24 ore
ANNO SCOLASTICO: 2002/2003

In seguito alla collaborazione avviata in occasione del Convegno Che fine ha fatto Gian Burrasca?, è emerso tra gli educatori il desiderio di avviare un percorso di formazione che permettesse loro di approfondire alcuni temi affrontati durante lo stesso convegno, e confrontarsi con metodologie e strategie messe in campo da altre realtà, in particolare quella del gruppo Abele.
Il laboratorio intendeva cogliere quali azioni siano oggi non solo possibili ma anche necessarie al fine di aiutare i ragazzi ed i giovani nella costruzione della loro libertà e capacità di protagonismo.
Ciò richiede, a quanti sul territorio lavorano a contatto con i ragazzi (od hanno responsabilità educative) di "procedere in rete", al di là di sterili particolarismi, perché oggi più che mai solo una progettazione educativa ad ampio raggio può garantire quella completezza e durata di intervento in grado di rispondere ai bisogni/diritti delle nuove generazioni.
Diventa sempre più necessario - da una parte - attrezzarsi in modo tale da essere in grado di "leggere" il bisogno di ascolto, accompagnamento e protagonismo che proviene dai giovani, anche se a volte con modalità per noi sconcertanti.
Ma - dall’altra - rispondere all’appello dei giovani richiede, a quanti vivono responsabilità educative, di costruire necessarie aperture e/o di porre vincoli precisi - geografici e politici – al proprio progettare.
Aiutare chi cresce a familiarizzare con le risorse - spesso ignorate o non adeguatamente valorizzate - presenti sul proprio territorio e a farsi promotore/protagonista di nuovi scenari, comporta una "rinnovata" capacità di progettualità sociale che veda pubblico e privato, strutture formali ed informali, scuola e famiglia, servizi e reti amicali, ugualmente coinvolti nella costruzione di nuovi orizzonti.

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Obiettivi
- Condivisione di esperienze, difficoltà, carenze e risorse relativamente al comune compito di promozione del protagonismo dei ragazzi e dei giovani. Costruzione di un laboratorio perchè a partire dagli indicatori direzionali e dagli obiettivi individuati sia possibile dotarsi degli strumenti e dei metodi più coerenti con essi.
- Tentativo di costruzione di un vocabolario comune. Non è solo una questione terminologica. Disagio, educazione, prevenzione, lavoro di rete… : come utilizziamo questi termini? Con quale significato? Quali modelli antropologici veicoliamo con questi ed altri "vocaboli"? A partire da quali linguaggi e visioni del mondo vogliamo muoverci?
- Promuovere negli operatori la tensione e la consapevolezza degli strumenti necessari per lavorare in sinergia sul territorio fra figure professionali diverse (educatori, insegnanti, operatori sociali, operatori dello sport e del volontariato). Confrontarsi e sperimentarsi – in gruppo – relativamente alle difficoltà, ai vincoli ed alle potenzialità che la progettazione condivisa dischiude. Promuovere negli stessi operatori partecipazione e protagonismo.

Guido Tallone


Metodologia
Gli interventi includevano una parte di "lezione" tradizionale, con l’obiettivo di costruire un comune terreno di partenza. Erano tuttavia centrati e finalizzati al coinvolgimento dei partecipanti, alla loro attiva partecipazione e alla rielaborazione della propria esperienza passata ed attuale, attraverso gli strumenti del dialogo, del confronto, della simulazione e del gioco di ruolo.

gruppo di partecipanti

   

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Pagina aggiornata il 19.05.2012
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