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Braida |
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CENNI STORICI |
Nel 1991 gli insegnanti, in accordo col Preside,
delle allora scuole medie Monari del Quartiere Braida, in relazione
alle problematiche presentate dai ragazzi, cominciarono a valutare
come poter affrontare tali nuove evenienze e quale tipo di intervento
poter mettere in campo. Venne convocata una riunione di quartiere
alla quale fu invitato anche il Parroco della Parrocchia di Braida,
Don Geli particolarmente sensibile a questo tipo di problematiche.
La disponibilità da parte della Parrocchia venne data subito,
attraverso l’individuazione di una educatrice e l’utilizzo
di locali messi a sua disposizione per un progetto classico di doposcuola (che era già esistito nella
Parrocchia) non era sufficiente per migliorare la vivibilità
del quartiere e dare una risposta ai ragazzi, ma era necessario che
la Parrocchia divenisse punto di riferimento per tutti.. La scelta
fu quella di partire dalla esperienza della città di Reggio
Emilia dove l’Oratorio Cittadino lavorava da tempo in questo
campo: Don Vittorio Chiari e Giulio Carpi furono disponibili ad aiutare
la Parrocchia a realizzare un progetto significativo. L'educatrice
di riferimento individuata elaborò un progetto che potesse
calarsi nella specifica realtà del quartiere e rispondesse
realmente ai bisogni di ragazzi e famiglie. Il progetto prevedeva
l’apertura per tutti i pomeriggi con laboratori e attività
ricreative.
Il Comune diede la disponibilità a contribuire economicamente
al progetto, e nell’anno scolastico ‘91/’92 partì
il gruppo in forma sperimentale con 15 ragazzi di prima media individuati
dalla scuola e dai Servizi ASL. In quell’anno il progetto fu
risistemato, riadattato, fino alla formulazione di un progetto di
ampio respiro che fu preso a riferimento dalle esperienze nate successivamente,
Babele a Fiorano e Jonathan a Pontenuovo (Sassuolo).
L’anno dopo i ragazzi furono portati a 30; la scuola era estremamente
collaborante e sensibile nei confronti di questo importante lavoro.
Quando furono chiuse le scuole Monari e inseriti i ragazzi nelle Leonardo,
attuali Levi, la situazione cambiò, in quanto cambiarono i
referenti interni, comportando una maggiore fatica nella definizione
dei progetti rivolti ai ragazzi.
Nel ’96 venne ampliato il progetto anche ai ragazzi che decidevano
di iscriversi alla scuola superiore, in quanto l’esperienza
aveva fatto emergere la difficoltà da loro vissuta nel portare
a compimento autonomamente gli studi. L’educatrice si occupò
di attivare una sorta di progetto di affido scolastico, grazie alla
disponibilità anche economica di alcune famiglie e ditte della
zona; a tale attività contribuì anche il Comune. Il
progetto è cresciuto costantemente sia quantitativamente (N°
di ragazzi e di educatori), che qualitativamente, attraverso percorsi
di formazione opportunamente pensati. Dall’anno 1999/2000 il
Comune ha dato risposta ad una nuova esigenza emersa dai gruppi (nel
frattempo divenuti 3 solo a Sassuolo) che chiedevano di essere coordinati
in questo difficile e complesso lavoro. L’attività di
coordinamento ha comunque rispettato la specificità e la ricchezza
di ogni GET. Attualmente il progetto Gulliver è inserito a
pieno titolo all’interno delle attività della Parrocchia,
e lavora in stretta collaborazione con Comune, Scuola e Asl. |
| UTENTI E ACCESSO |
Accoglie sia ragazzi che frequentano le scuole
medie Levi e Cavedoni, che ragazzi frequentanti le scuole superiori
attraverso la progettazione di un percorso di continuità che
intende accompagnare i ragazzi fino all'eventuale sbocco universitario.
Nell’anno scolastico 2002/2003 si è raggiunto il numero
complessivo di 45 ragazzi. L’accesso avviene su segnalazione
della scuola, dalla ASL o su richiesta delle famiglie. |
| EDUCATORI |
Il gruppo educatori è composto da 4 educatori
a tempo pieno che si avvalgono dell’aiuto di tirocinanti e di
volontari. |
| COSA OFFRE |
Dal lunedì al giovedì le 3 ore pomeridiane
sono suddivise in 2 tempi, il primo dedicato alle attività
di recupero scolastico, il secondo a laboratori di carattere culturale-formativo
(fotografia, videoclip), manuale creativo (creta, cucina, oggettistica)
e sportivo (calcetto, pallavolo, tennis, arrampicata, judo, danza,
nuoto, ecc).
Il venerdì è dedicato ad attività ricreative
di vario genere, che prevedono anche la possibilità di incontrarsi
con gli altri GET (feste, cinema, tornei, gite, grandi giochi).
Durante l’orario scolastico viene attivato il progetto di continuità tra la scuola e il get,
attraverso attività di laboratorio. |
DOVE E QUANDO |
Presso Centro Giovanile, Parrocchia di Braida,
via Braida 279, Sassuolo
Il GET è aperto per 5 pomeriggi alla settimana dalle 14,30
alle 17,30. |
| REFERENTE |
Francesca Cavedoni cell. 339 6297621 |
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