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LABORATORI GET GIANBURRASCA

Le attività, i laboratori del progetto Gian Burrasca

I gruppi educativi territoriali, per i ragazzi e le ragazze del distretto, rappresentano spazi dove è possibile “essere accolti” e sperimentare tante attività in contesti che favoriscono processi di conoscenza. In ogni G.e.t vengono pensati, ideati, costruiti percorsi per sostenere il protagonismo degli adolescenti, con l’obiettivo di dare loro una possibilità altra di sperimentarsi, attraverso le proprie risorse, in un clima positivo di valorizzazione delle diverse competenze. Gli educatori cercano di far emergere i vissuti e le capacità dei preadolescenti attraverso proposte ludico-creative che favoriscono la scoperta delle potenzialità eterogenee, facilitando così la consapevolezza di sé e aumentando l’autostima. Le modalità di proposta e di realizzazione delle attività vengono verificate, riviste e riprogettate periodicamente a seconda del gruppo o del ragazzo o ragazza a cui sono rivolte e tengono conto delle loro esigenze di socializzazione. Gli educatori sono in rete con il territorio e colgono spesso le opportunità che vengono offerte dai diversi soggetti sia istituzionali che non, questo permette ai ragazzi di conoscere meglio il loro contesto di vita, da alla comunità la possibilità di conoscere il G.e.t e dà sostegno agli educatori nel loro compito educativo. Le modalità di proposta sono molteplici dalla strutturazione ad inizio anno, alle proposte in itinere, fino alla proposta di coinvolgere i ragazzi in un percorso di scelta delle attività.

 

  • Accoglienza
  • Cerchio
  • Compiti
  • Laboratorio di falegnameria
  • Laboratorio di cucina
  • Laboratorio informatico
  • Laboratorio di cura della persona
  • Laboratorio di estetica
  • Laboratorio di “video”
  • Laboratorio di giocoleria
  • Laboratori creativi
  • La posta
  • Danza hip hop
  • Olimpiadi…
  • Il giornale
  • Il meteo
  • I murales
  • L’orto
  • Cinema
  • Gite
  • Pranzi e cene
  • Attività sportive
  • Il torneo Gian Burrasca
  • Attività con associazioni

 


Accoglienza

In realtà non esiste l’ora dell’accoglienza, ma è una modalità sempre presente nella realtà quotidiana. Possiamo però distinguere due fasi:

  • l’accoglienza iniziale al momento del primo ingresso dei ragazzi nel G.e.t, rappresenta il primo contatto dove si pongono le basi per l’inserimento e l’integrazione. In questa fase si include la conoscenza degli educatori e dei ragazzi, le informazioni sul servizio, sull’organizzazione, sulle opportunità, sulla condivisione delle finalità e delle regole; sono previste attività che favoriscono lo scambio di informazioni sulle personali esperienze ed aspettative. L’accoglienza coinvolge tutti, i ragazzi e le ragazze che hanno già frequentato il G.e.t coadiuvano gli educatori nell’accoglienza dei nuovi arrivati. Per favorire la conoscenza reciproca e creare un clima sereno, vengono organizzate diverse attività di presentazione attraverso giochi, collage, disegni, cartelloni ecc…

 

  • l’altro momento è rappresentato dall’accoglienza quotidiana dove la prima parte del pomeriggio (da 15 a 30 minuti) è dedicata alla relazione attraverso saluti, chiacchiere, giochi, attività e spesso quando il tempo lo permette questo momento è vissuto all’esterno del G.e.t all’aria aperta. L’accoglienza è fondamentale  e si inserisce nel progetto come punto significativo per il perseguimento degli obiettivi di miglioramento del benessere. L’attenzione relazionale dedicata dagli educatori a questo momento ha visto nel tempo  diversi adattamenti con l’attivazione di strategie articolate nel rispetto dei tempi soggettivi. Investire più tempo, risorse ed energie per l’accoglienza della singola persona è  divenuto parte integrante del lavoro educativo.

 

Cerchio

Il cerchio è il momento della relazione, in cui il gruppo si ritrova per stare insieme e parlare, in alcuni Get è un momento quotidiano, in altri get rappresenta un momento di ritrovo occasionale. La disposizione in cerchio serve a favorire la partecipazione, permette a tutti di vedersi e ne agevola la comunicazione. È un momento dove l’ascolto è fondamentale e gli educatori cercano di percepire le necessità,  anche quelle inespresse, per poter comprendere i reali bisogni dei ragazzi e delle ragazze ed essere adeguati nelle proposte. C.R.Rogers dice “Ascolto sempre, si tratti di uno sfogo superficiale oppure significativo. Secondo me vale sempre la pena di ascoltare e cercare di capire un individuo che parla; ne consegue che lui ha valore per il fatto di avere espresso qualcosa”. Il cerchio diviene lo spazio dove riscoprire il gruppo come luogo per imparare a stare nella relazione, con gli incontri e gli scontri, con la possibilità di non essere d’accordo, di dover discutere, di confrontarsi, ma con la consapevolezza di essere riconosciuto. È proprio il confronto con “l’altro” che aiuta la crescita e questo aspetto è vero in ogni dimensione dell’esperienza e della conoscenza, mentre l’omologazione smorza la creatività e a volte svaluta il processo di crescita delle persone. Gli educatori consapevoli dell’importanza del rispetto dei tempi di tutti hanno adottato diverse modalità con l’obiettivo di arrivare ad un clima di fiducia e collaborazione, per permettere ai ragazzi di esplicitare in gruppo i loro diversi modi di essere senza timore di ricevere un giudizio negativo. Un luogo dove esprimere dubbi, paure, riflessioni ed entusiasmi, un luogo dove sapersi riconoscersi parte di un piccolo cosmo dove si consumano esperienze comuni, dove chiedere scoprire e conoscere. Il cerchio è una straordinaria fabbrica di continue emozioni, dove la serenità si lega alla meraviglia, dove il vaso per la rabbia e la tristezza è sempre a disposizione e c’è un adulto che sa mediare tra i diversi modi di essere. A volte l’arrivo di un ragazzo o una ragazza nuova modifica il clima, gli altri hanno già tante cose in comune… chi è nuovo ha bisogno di essere conosciuto e riconosciuto. Ogni ragazzo e ragazza quando arriva nel cortile del G.e.t porta con sé uno zaino in cui non ci sono solo i libri e i quaderni ma è uno zaino pieno di storie. Come quella di Salvatore che in fondo al suo zaino ha il libro illustrato del Salento e in alcune occasioni mostra orgoglioso le foto della “sua terra”. Le storie di legami affettivi forti, di esperienze vissute, di emozioni provate, di giochi passati fanno parte dei G.e.t ed è compito degli educatori favorire l’incontro tra “zaini vecchi e nuovi”. La propria storia può divenire un momento significativo nella relazione con gli altri, perché dà la possibilità di affermare la propria identità. Il cerchio offre spazio ai racconti e rappresenta un contenitore protetto dove esplicitare se stessi. Per poter ottenere  un buon clima dove tutto ciò sia possibile, gli educatori progettano percorsi di riflessione sul gruppo, sulla fiducia e il rispetto di se stessi e degli altri. Non sempre è un cammino facile ma la consapevolezza dell’importanza che rivestono le esperienze di gruppo per i ragazzi è da sprone a tutti gli educatori e ai volontari.

Compiti

La prima parte del pomeriggio al G.e.t è dedicata allo svolgimento dei compiti. Gli educatori agiscono sempre con l’obiettivo di rendere autonomi i ragazzi, lavorando molto sulle competenze di base e l’apprendimento di un corretto metodo di studio. Solitamente i ragazzi sono suddivisi in piccoli gruppi omogenei per età e classe frequentata. La buona collaborazione con i docenti delle scuole secondarie di primo grado del territorio permette continuità educativa tra scuola ed extrascuola.

Laboratorio di falegnameria

Il laboratorio di falegnameria viene realizzato in diversi G.e.t e prevede la costruzione di oggetti in legno che sono ideati insieme ai ragazzi. Di seguito alcune esperienze riportate dagli educatori:

Cassetta della posta: la prima fase del percorso ha riguardato la scelta della forma da dare alla cassetta, e dopo un momento di confronto tra i ragazzi la preferenza del gruppo è ricaduta su una casa. È stato così realizzato il progetto a cui è seguita la scelta dei materiali. I ragazzi sono stati coinvolti direttamente e insieme all’educatore in negozio hanno acquistano materiali e strumenti di lavoro. I ragazzi hanno misurato, tagliato, sperimentato attrezzi e materiali e conosciuto diversi gradi di difficoltà. Non sono mancati momenti di riflessione e documentazione, i ragazzi hanno redatto quotidianamente un diario del laboratorio dove hanno descritto il lavoro svolto e annotano i loro pensieri.

Panca e tabelloni: è piaciuto molto ai ragazzi, sia maschi che femmine, lavorare col legno per costruire una bella panca nuova per sedersi in cerchio. È stato gratificante poter realizzare i tabelloni segnapunti del Torneo Gian Burrasca e vederli esposti nelle giornate del torneo.

Presepe e addobbi: grazie alla disponibilità di un volontario, è stato possibile realizzare un laboratorio di falegnameria. L’attività ha avuto un ottimo esito, sia perché è stata portata a termine la realizzazione di un presepe e di decorazioni varie, sia per la partecipazione costante e responsabile. Infatti, i ragazzi stessi si sono procurati autonomamente alcuni materiali e si sono presentati puntualmente  all’attività  per  la  durata  di due mesi, due pomeriggi a settimana.

 

Laboratorio di cucina

Il laboratorio di cucina viene realizzato in tutti i G.e.t  e piace molto ai ragazzi. Questo momento non vuole essere una pura trasmissione di tecniche specifiche ma rappresenta un momento di aggregazione molto significativo: spesso gli educatori riportano gli aspetti legati alla collaborazione, all’entusiasmo per lo stare insieme e per la soddisfazione data da ciò che si è prodotto. È un modo per sperimentarsi mentre si produce qualcosa. Di seguito alcune esperienze:

Merenda: alcuni ragazzi sono coinvolti nella realizzazione della merenda per tutti, dove la preparazione di panini, tramezzini, frappè, piadine e tartine diviene elemento di socializzazione e l’impegno aiuta a responsabilizzare nei confronti del gruppo. Per la preparazione della merenda solitamente si cucina senza l’utilizzo di fornelli e forno.

Merenda etnica: in alcuni G.e.t la composizione del gruppo dei ragazzi è varia, sono presenti molti stranieri provenienti da diversi paesi; grazie alla collaborazione delle famiglie, soprattutto delle mamme, si dà spazio alle diverse tradizioni gastronomiche.

La cioccolata: grazie all’utilizzo di un elettrodomestico per fondere la cioccolata i ragazzi hanno realizzato alcuni tipi di cioccolatini. Hanno preparato gli ingredienti da aggiungere (nocciole, canditi, zucchero, vaniglia) e si sono sbizzarriti inventando tanti cioccolatini utilizzando le diverse forme degli stampini. Al termine della preparazione hanno confezionato i cioccolatini e ognuno li ha regalati alle persone più care.
 
La torta: si cucinano sia torte che non prevedono l’utilizzo del forno, sia torte che richiedono la cottura in forno. Scegliere gli ingredienti, dosarli, amalgamarli  aiuta a interiorizzare ed organizzare la sequenza dei procedimenti e delle azioni, ciò si ripercuote anche nell’organizzazione di altre situazioni quotidiane.

I cannoli e i bignè: spesso si utilizzano i preparati per la crema  a freddo per guarnire i cannoli ei bignè. La preparazione è semplice, il risultato immediato e molto gustoso e conseguentemente la soddisfazione per i ragazzi è elevata. 

I tortelloni: grazie all’aiuto di alcune volontarie è stato possibile realizzare un vero e proprio corso di cucina per insegnare ai ragazzi a fare i tortelloni. I ragazzi sono stati coinvolti nella preparazione della sfoglia e del ripieno; al termine del pomeriggio ognuno ha portato a casa il proprio vassoio.

Dolci di marzapane: in occasione della festa di Halloween i ragazzi hanno preparato dolci di marzapane con le caratteristiche forme “horror”. Hanno allestito la tavola con dita, ragni e “mostruosità” degne della giornata.

Cena Trapper: una grigliata di carne fatta insieme ai ragazzi, preparando prima nel pomeriggio dei bastoncini appuntiti per infilare le salsicce; ognuno ha poi cotto la sua salsiccia sulle braci. Anche i ragazzi musulmani hanno partecipato portando le loro bistecche.

Laboratorio informatico

Il laboratorio di informatica ha lo scopo di fornire ai ragazzi i requisiti minimi per riuscire ad utilizzare il computer. Si mostra l’utilizzo di Word per scrivere. Si insegna a navigare in internet soprattutto per poter svolgere ricerche. Si lavora con la fotocamera digitale  e con Photoshop.

Laboratorio di cura della persona

Questa attività è stata realizzata non come laboratorio strutturato, ma attraverso conversazioni informali con i ragazzi e le ragazze.  Il gruppo di ragazzi ha parlato con l’educatore che come attivazione di partenza ha consegnato ai ragazzi un foglio, su cui dovevano scrivere tutte le azioni che compiono iniziando dal mattino appena alzati fino a sera prima di andare a dormire. Dopo questo esercizio, l’educatore ha cercato di dare qualche dritta “sulle buone abitudini” riguardo all’igiene personale. Con le ragazze le educatrici si sono confrontate sull’importanza dell’igiene personale constatando che le ragazze hanno molta voglia di parlare, di esprimere le loro idee e di raccontarsi, manifestando anche un reale bisogno di informazioni e di chiarezza intorno alla sfera dell’affettività.

Laboratorio di estetica

Questo laboratorio pensato per le ragazze è nato con l’obiettivo di dare loro dei suggerimenti sulla cura della loro persona. Le educatrici hanno ritenuto opportuno affidarsi di volta in volta all’ausilio di esperti. Sono stati predisposti momenti di discussione in gruppo ed incontri con diverse figure professionali tra cui parrucchieri ed estetisti.

Laboratorio “video”

Il laboratorio per la realizzazione di un piccolo filmato è iniziato a ottobre, per realizzare un video di presentazione per la festa di benvenuto ai nuovi iscritti al G.E.T.  Le varie fasi del lavoro con i ragazzi sono state:

  • creazione della storia
  • sceneggiatura
  • individuare luoghi, attori e reperire i costumi
  • fare le riprese (girare)
  • montare al computer le scene dopo averle scelte
  • masterizzare il cd per farne le copie
  • proiezione del video

Laboratorio di giocoleria

Il laboratorio consiste nella conoscenza e apprendimento di alcuni tecniche e di alcuni esercizi della giocoleria, come il gioco delle palline o l’utilizzo del diablo ed esercizi legati all’equilibrio. Questa attività offre molte opportunità ai ragazzi perché attraverso un modo divertente si acquisiscono competenze che influiscono sulla propria autostima e di conseguenza si riflettono nel rapporto con gli altri.

Laboratori creativi

Sono diversi le proposte di laboratorio creativo che vengono fatte all’interno dei G.e.t, spesso sono legate alle competenze dei singoli educatori. Di seguito alcune proposte realizzate nel corso dell’anno scolastico:

  • costruzione portachiavi
  • laboratorio di creta
  • la pasta di sale
  • addobbi natalizi
  • pittura su stoffa
  • il riciclaggio
  • collage
  • costruzione caleidoscopio
  • maschere e travestimenti
  • bracciali e bigiotteria

 

La posta

In molti G.e.t viene attivato il laboratorio della posta che prevede l’utilizzo della scrittura come mezzo di comunicazione. Ogni G.e.t ha adottato una modalità di proposta in base alle caratteristiche del gruppo dei ragazzi. C’è chi ha una scatola appesa al muro chiamata “Coboldo”, chi ha acquistato una vera e propria cassetta della posta (rossa) e chi se l’è costruita. Durante la settimana ogni ragazzo\educatore può scrivere dei messaggi, firmati o anonimi, e imbucarli nella cassetta; se qualche ragazzo non ha compiti da fare per il giorno dopo e non ha esigenze particolari, viene invitato a  scrivere una lettera ad un altro ragazzo del G.e.t, o diverse lettere a più ragazzi, oppure proposte, riflessioni, critiche o complimenti per attività svolte al G.e.t. Periodicamente si apre la cassetta e si distribuiscono i messaggi ai destinatari. Lo scopo è ovviamente quello di creare legami tra i ragazzi ma anche di farli scrivere un po’. I ragazzi attendono con impazienza l’apertura della cassetta e sono molto coinvolti da questa attività, che non li espone troppo e permette loro di stare in relazione con gli altri. In altri G.e.t viene realizzato con i ragazzi un grande tabellone denominato “C’è posta per te” dove ognuno ha la sua busta personalizzata, lo scambio di corrispondenza è spesso quotidiano e favorisce nel tempo la comunicazione libera e spontanea fra di loro, con gli educatori e i volontari. A volte all’interno del momento del cerchio vengono proposte attività legate alla posta in modo da aiutare e incoraggiare tutti nell’utilizzo di questo strumento.

Danza hip hop

Il laboratorio di danza hip hop è proposto per valorizzare i ragazzi e le ragazze attraverso la dimensione corporea ed espressiva data dalla musica. Solitamente le attività terminano con la realizzazione di una coreografia che viene proposta ai compagni e  alle famiglie.

 

Olimpiadi

Musica, matematica, geografia e storia sono state le materie affrontate. I ragazzi sono stati divisi in quattro squadre miste per età e col nome di un paese. “Nelle olimpiadi di musica abbiamo fatto ascoltare un cd e le squadre dovevano indovinare la canzone; in quelle di matematica abbiamo sottoposto ogni singola squadra ad alcuni esercizi come: completare la tavola pitagorica, risolvere alcune espressioni e problemi, scrivere le formule di aree. Nelle olimpiadi di storia abbiamo realizzato un lungo striscione con immagini in ordine cronologico di date importanti nella storia (763 a.C fondazione di Roma, anno 0 nascita di Gesù, 476 caduta dell’Impero Romano, 1300 primo Giubileo, fino ai nostri giorni). Abbiamo consegnato  ai ragazzi le stesse immagini del cartellone e, chiamandoli in una stanza una squadra per volta, abbiamo mostrato lo striscione con le date ma le immagini coperte; i ragazzi hanno dovuto attaccare le loro figure al posto giusto cioè sulla data giusta. Successivamente è stato coperto lo striscione e si è visto quante date i ragazzi avevano indovinato. Abbiamo poi attaccato in modo permanente lo striscione su di una parete e questo si è rivelato utile per lo studio. Nelle olimpiadi di geografia abbiamo utilizzato il computer con il videoproiettore e, chiamando una squadra alla volta, abbiamo proiettato diverse cartine geografiche mute (planisfero, Europa, Italia; provincia di Modena), chiedendo ai ragazzi di localizzare dei luoghi: l’Africa, l’Italia, Bologna, i punti cardinali ecc…
  


Il giornale

Gli educatori hanno chiesto ai ragazzi di partecipare alla creazione del giornale del G.e.t. Lo scrivere è divenuto un momento piacevole e divertente e ha visto la partecipazione di ragazzi solitamente insofferenti agli elaborati scritti.  La diffusione del giornale è stata rivolta ai ragazzi del G.e.t ed ad alcuni insegnanti della scuola media.
COLLEGAMENTO AD INCHIOSTRO apri altra pagina

Il meteo

I ragazzi quotidianamente sono impegnati nella compilazione di una scheda meteo. È stato fissato all’esterno della finestra un termometro, e sulla parete della stanza un grande cartellone così strutturato:

Data

stagione

tempo

gradi

nome

21 luglio

estate

iconicon

 25°

Giovanni

24 luglio

estate

icon

33°

Simona

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Prima di iniziare i compiti un ragazzo o una ragazza legge il termometro e poi compila la tabella. Questa attività permette ai ragazzi di imparare a leggere un termometro, di vedere l’avvicendarsi delle stagioni e di cogliere, grazie alla rappresentazione grafica l’evolversi della temperatura e degli eventi atmosferici.

I murales

Spesso i ragazzi vengono coinvolti nella realizzazione di disegni murali nelle stanze dei G.e.t. Alcuni sono fatti direttamente a mono libera, altri invece sono riprodotti sul muro attraverso la proiezione dell’immagine con l’utilizzo della lavagna luminosa. L’impegno profuso in quest’ attività porta i ragazzi a sentire propri i locali del G.e.t.

L’orto

La scelta di questa attività si basa sulla convinzione che far vivere i ragazzi delle attività manuali finalizzate alla realizzazione di una struttura permanente quale l’orto richiede un impegno costante e capacità progettuali prolungate nel tempo. I ragazzi sono impegnati dalle prime fasi di dissodamento del terreno fino alla raccolta dei frutti delle loro fatiche.

 

Cinema

Ogni anno, i GET del distretto partecipano alla proiezione di uno o più film. Questo momento, al di là della valenza ludico – ricreativa legata alla visione di uno spettacolo, assume un valore educativo, soprattutto per la necessità di rispettare determinate regole, legate allo specifico di quell’ambiente ed alla presenza di altri gruppi. Inoltre si stabilisce un contatto con altri ragazzi, al di fuori del proprio quartiere e del proprio paese, che consente di allargare gli orizzonti. Vengono scelti per lo più film per ragazzi (ad esempio “Billy Elliot”, “L’ispettore Gadget”…), film d’azione (“L’incredibile Hulk”) o cartoni animati (“Momo”, “Spirit” e simili). I film visti negli ultimi anni: “Gimmy Grimble”, “Rat Race”, “Pinocchio”, “Spykids2”, “Prova a prendermi”, “Monsieur Batignole”, “La ragazza delle balene”, “Quel pazzo Venerdì”, “Timeline”, “Tu la conosci Claudia”, “Les choristes”, “Street dance fighters”; “la Fabbrica di Cioccolato”, “I fratelli Grimm e l'incantevole strega”, “L’isola in via degli uccelli”.

Gite

I Gruppi Educativi Territoriali sono stati in gita a….

  • Salse di Nirano – C.E.A
  • Castello di Spezzano
  • Castello di Montegibbio
  • Bowling di Modena
  • Museo della Ferrari – Maranello
  • Museo della bilancia - Campogalliano
  • Minozzo RE (gita di due giorni)
  • Oasi di Colombarone -Magreta
  • Fattoria del Parco Gorzano
  • C.E.A di Sassuolo
  • Remake di Sassuolo
  • Modena alla festa di S.Antonio
  • Formigine alla tradizionale sfilata dei carri di Carnevale
  • Esploraria - Zocca
  • Mirabilandia
  • Gardaland
  • Modena
  • Firenze
  • Bologna
  • Verona
  • Ravenna
  • Le Navi - Cattolica
  • Fanano al pala ghiaccio
  • Lago Santo - Pievepelago

 

 

Pranzi e cene

Nei periodi legati alle festività natalizie o alla fine dell’anno scolastico si organizzano momenti conviviali con i ragazzi e in alcuni G.e.t anche con le loro famiglie. In queste occasioni si proiettano le foto dei ragazzi e i video realizzati durante l’anno. I momenti conviviali rafforzano l’identità del gruppo e permettono di conoscersi meglio grazie al clima solitamente piacevole e divertente.

Attività sportive

Calcio, pallavolo, basket, arrampicata sono le proposte sportive che vengono fatte all’interno dei G.e.t. Le modalità sono diverse nei singoli G.e.t, sono legate sia alle esigenze dei ragazzi sia alle competenze sportive degli educatori o volontari. In alcuni gruppi c’è una pratica costante data da un progetto su un gruppo di ragazzi con allenamenti periodici; In altri le attività sono più sporadiche. Nei mesi invernali vengono per lo più utilizzate le palestre, in estate vengono sfruttati gli spazi aperti soprattutto degli oratori.

 

Il torneo Gian Burrasca

Il Torneo annuale distrettuale Gian Burrasca si svolge presso le strutture sportive del Parco Albero d’Oro di Sassuolo  e vi  partecipano i ragazzi e le ragazze dei G.e.t gli educatori e i volontari dei comuni di Sassuolo, Fiorano, Formigine e Maranello e il C.A.G. di Castellarano. Sono ormai otto anni che gli educatori promuovono questa iniziativa con lo scopo di favorire l’aggregazione e la conoscenza reciproca fra i ragazzi. Solitamente a questa manifestazione collettiva precedono momenti preparatori di allenamento nei singoli G.e.t e partite amichevoli che hanno la finalità di aumentare la collaborazione nella squadra e diffondere la conoscenza e il rispetto delle regole. In questi ultimi anni si è cercato di coinvolgere ragazzi più grandi, dai 16 ai 20 anni, nell’arbitraggio delle partite, la loro presenza è stata estremamente positiva perché la correttezza e l’impegno manifestati è stata d’esempio per i ragazzi più piccoli. All’interno delle giornate del torneo gli educatori propongono diverse attività di laboratorio per coinvolgere i ragazzi che non sono impegnati nelle gare sportive. Contemporaneamente sono attivi tornei di ping pong e bigliardino.

 

Attività con associazioni

Con l’associazione Granello di Senapa della Caritas di Reggio Emilia, sono stati affrontati argomenti importanti e forti per i ragazzi. “Sono venuti due volontari in servizio civile presso l’associazione, per tre venerdì consecutivi, proponendo un’attività attraverso il gioco, sul tema dei diritti dei popoli e dei bambini in particolare. Una volta hanno proposto un grande quiz a squadre, un’altra volta una simulazione alla quale hanno partecipato anche gli educatori. Il cerchio finale dopo le attività, è sempre servito per riflettere insieme sulle differenze di possibilità tra bambini che abitano in diverse aree del mondo. Importante è stata la riflessione sulla scuola e sulla considerazione che è un diritto negato a tanti bambini”.


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Servizio di Coordinamento Pedagogico Area Adolescenza, Distretto di Sassuolo: contatti info
Pagina aggiornata il 14.02.2011
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