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get gianburrasca
Tratto da: Cernesi C., Dalpiaz D., “In Gruppo”. Indagine tra i ragazzi di Fiorano Modenese, Comune di Fiorano Modenese-Ass. ai servizi culturali, 1990

Il libro è reperibile nella Biblioteca di Fiorano Mod.se o presso l’Assessorato ai servizi culturali “…chiedete di Doriano…”

PREFAZIONE

Dopo avere lavorato per molti anni con gli adolescenti, avere l'occasione di svolgere una ricerca che li riguardi è senz'altro una opportunità per approfondire molte delle cose vissute e discusse nel corso del tempo.
Ci è sembrato a volte di sistemare dei tasselli sparsi e di imparare molte cose, sia discutendo con loro sia interrogandoci sui metodi con cui andavamo a "indagarli".
Se dovessimo dire cosa di bello ci rimane dopo questa esperienza, probabilmente il pensiero correrebbe alle sere d'estate in cui cercavamo di capire dove era finito il gruppo che avevamo visto mesi prima e che sembrava sparito nel nulla o ai momenti in cui ci siamo fermati a chiaccherare con loro accorgendoci che ci stavano ponendo delle domande "indagatorie" a loro volta; senz'altro emergerebbe quella sensazione leggera e s08.12.2005si di iniziare a penetrare in uno spazio sconosciuto e volta per volta unire emozione e conoscenza.
Abbiamo un po' liberato l'adolescente che è in noi e tra una birra e l'altra, un bicchiere di Teroldego e un pezzo di formaggio, si facevano le due dopo mezzanotte a discutere di ciò che ci era stato detto o avevamo visto e a confrontare il come eravamo e come siamo noi con il come sono loro.
Siamo indubbiamente cresciuti un po', tanto sul piano personale che su quello professionale.
Sappiamo che questo libro non dirà molte cose nuove sugli adolescenti e non ci dispiace, del resto non era questo l'obiettivo.
Crediamo che possa essere interessante il metodo che abbiamo usato per sviluppare la ricerca(Cap.2) e soprattutto il modo in cui questo lavoro è servito per sperimentare un momento di formazione interna al Comune di Fiorano (Cap.8 e 9).
Ci è sembrato di dar corpo ad alcuni elementi di quella che viene definita animazione culturale, intendendola come disciplina che cerca di svilup¬pare, portare alla luce, le potenzialità insite in un gruppo e di tale gruppo ne analizza i linguaggi comunicativi.
Crediamo anche che la ricerca possa essere utile per chi opera con giovani e adolescenti a Fiorano e per questa ragione abbiamo preferito essere sintetici e forse un po' provocatori in alcuni passi, se da ciò nascerà discussione vorrà dire che questo lavoro è servito a qualcosa.
Tra i ringraziamenti da fare è indispensabile iniziare con Claudio Pistoni, amico e Assessore, che ha avuto la costanza e la forza di credere in questo progetto di lavoro.
Coi tempi che corrono, non è ne facile ne scontato.
Un ringraziamento anche ai colleghi che hanno diviso con noi una serie di pomeriggi "formativi", a volte pesanti a volte no, rallegrati dal savoire faire di Corinto Corsi, che ringraziamo per averci insegnato a ricucire i pezzi sparsi, nei momenti di Formazione.
È d'obbligo ringraziare il Centro Studi del Progetto Giovani del Comu¬ne di Modena, che sarebbero poi Sergio, Claudio e Vanni.
Ci hanno fornito una importantissima consulenza e sono stati degni rivali nelle sfide di calcio intercomunali.
Si ringraziano, per i validi suggerimenti fomiti, Alessandra Giacobazzi e Gianpaolo Anderlini.
Grazie in particolare agli educatori parrocchiali e agli allenatori che ci hanno aiutato moltissimo a venire in contatto con i gruppi da loro seguiti.
E infine un saluto e un grazie ai ragazzi e alle ragazze, a cui vorremmo dire che ci hanno spesso fatto divertire , che usciamo da questa serie di incontri con una visione più serena delle cose e di noi. E' essenzialmente merito loro, di come sono.
Speriamo di esservi riusciti un po' simpatici anche noi.
Di ciò che abbiamo tralasciato ci scusiamo, di ciò che abbiamo saputo vedere e sentire ci rallegriamo. Arrivederci a tutti.

Claudio e Doriano

P.S. Abbiamo pensato di trascrivere in Prefazione questo tema di una ragazza di Fiorano che frequenta la 3^Media.
Pensiamo possa dare una immagine interessante di come vedono gli adolescenti la loro età

 

Tema:

“Stendi una relazione sulla adolescenza esprimendo le tue considerazioni personali”

Svolgimento:

Volevo iniziare questo tema cercando sul vocabolario che cosa significa adolescenza, ma visto che non è ancora disponibile cercherò di capirne da sola il significato, e ripensandoci, non si può parlare di "significato", bensì di molti aspetti positivi e negativi in essa contenuti. Il vacabolario non è ancora arrivato al mio banco, devo rassegnarmi. Un giorno mi hanno detto: "Beata tè che sei giovane", è vero? Come saremmo se nascessimo tutti a venticinque anni ? Saremmo buoni, onesti, consapevoli, già programmati come computer e sopratutto, senza errori commessi in gioventù.
Invece nasciamo neonati, a dieci anni ascoltiamo a bocca aperta gli amici più grandi e esperti, li invidiamo e ci mettiamo "al passo" con loro rovinandoci la adolescenza; tutto logico, previsto, ormai sono pochi quelli che sanno quello che vogliono, tutto cambia con il cambiare del mondo, degli amici e ci ritroviamo a vent'anni senza sapere che cosa siamo stati e cosa abbiamo fatto nei dieci anni precedenti, i cosidetti "anni burrascosi".
Divieti dappertutto, voi (scusi prof., niente di personale) non vi fidate, "E' nostro dovere" vi giustificate, ma quello di cui abbiamo bisogno ora è un po' di fiducia; voi non ce la date, senza accorgervi che quando voi dite pera noi diciamo mela per puro spirito di contraddizione.
"Il mio dovere l'ho fatto, adesso sono a posto"; non avete il diritto di dire così, non avrete mai finito di essere responsabili e preoccuparvi per noi, non potrete mai "essere a posto", e sinceramente non vi invidio.
Un po' di fiducia, anche nelle piccole cose, ci aiuta a confidarci con voi e a capire in un modo migliore i nostri problemi. Come? Chiedete di essere compresi dagli adolescenti ?
Ne parleremo un'altra volta, adesso si tratta del problema inverso. Il nostro guaio è che abbiamo troppa fretta, troppa fretta di essere grandi, esperti, considerati: i quindici anni sono una vetta stupenda, dopo i quali "il campo è libero": discoteca, ragazzo e tante spiacevoli conseguenze. "Il ragazzo è intrattabile, l'ho sempre detto, non è figlio di suo padre!" Anche se una frase così non è molto conveniente sulla bocca di un padre di famiglia c'è da riflettere: voi come eravate?
Andavate tutti per la manina con il compagno di classe parlando dell'interrogazione di storia?
Eravate tutti santi, immacolati e ubbidienti, vi confessavate tutti i sabati o una volta all'anno?
O piuttosto criticavate i genitori, vi mettevate in mutismo sbattendo la porta, avevate le vostre "amicizie clandestine" da considerare come patate bollenti?
A noi apparite, o vi fate apparire come ex giovani modello, ma se iniziaste a raccontare i vostri sbagli e come avete fatto a capirli, tutto sarebbe più facile sia per noi che per voi.
"Ma se noi raccontiamo i nostri sbagli, non potremo più vietare ai nostri figli di ripeterli" mi dice qualcuno di voi.
Ecco il punto! Ecco dove rimane la vostra mentalità! Voi cosa chiedete a noi? "Siate sinceri".
E noi cosa dovremmo chiedere a voi? La stessa cosa.
Io credo nel rapporto sincero che ci deve essere fra un genitore e un figlio e lo considero la base dell'armonia familiare, molto importante in questo periodo.
Tutto sta nel capire i nostri problemi e "ridiventare" adolescenti con noi:
vedrete che saremo più "trattabili".
Come dite?
Fino ad ora vi ho minacciato?
Non è una vera e propria minaccia, è solo un "amichevole consiglio" che da parte vostra sarebbe meglio seguire, se non volete che, se in preda ad una crisi di esasperazione, vostro figlio vi uccidesse, sul giornale si leggesse:
"COLPA DEI GENITORI?"

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Pagina aggiornata il 19.05.2012
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