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OPPORTUNITA’ PER I RAGAZZI DEL DISTRETTO DI SASSUOLO…

ABSTRACT


Il Comune di Sassuolo, insieme agli altri Comuni del Distretto, negli ultimi anni ha dedicato particolare attenzione ai bisogni della popolazione giovanile, in particolare ai preadolescenti e agli adolescenti.
Sostenere il protagonismo degli adolescenti e la loro partecipazione attiva alla vita sociale, ovvero rendere concreti i diritti di cittadinanza sanciti dalla convenzione ONU sui diritti del fanciullo e previsti dalla Carta Europea della partecipazione dei giovani alla vita comunale e regionale, diviene irrinunciabile. clicca per ingrandire foto
Secondo questa ottica si è evoluto il sistema dei servizi a favore dei cittadini adolescenti e pre-adolescenti a livello comunale e distrettuale, prima grazie alla legge 285/97 che ha permesso di ottenere i finanziamenti necessari ad implementare i progetti rivolti a tale fascia d’età, poi con la legge 309/90 e ora con i Piani Sociali di Zona.
I progetti e i servizi attivi sul distretto guardano alla promozione di una Cultura dei Ragazzi, dei diritti di cittadinanza e del benessere psico-fisico dei preadolescenti attraverso l’attuazione di interventi finalizzati a migliorare “la qualità della vita, lo sviluppo, la realizzazione individuale e la socializzazione”. Nella primavera 2003, l’équipe degli educatori dei GET, insieme al Coordinamento Pedagogico Distrettuale e grazie alla supervisione del dott. Guido Tallone, formatore del Gruppo Abele, ha attivato una riflessione profonda sul lavoro svolto negli ultimi 10 anni con i preadolescenti e gli adolescenti sul Territorio, nell’ambito della progettazione e della gestione dei servizi extrascolastici rivolti alla fascia d’età 11-15 anni. L’esperienza maturata negli anni, la formazione e il coordinamento pedagogico hanno contribuito ad accrescere la professionalità degli educatori e le loro competenze educative, sulla base delle quali sono arrivati ad elaborare un documento programmatico, il “Progetto Gian Burrasca”, che precisa linee di intervento comuni in relazione ad obiettivi, target, metodologia, strategie, strumenti e valutazione dei GET.clicca per ingrandire foto
I GRUPPI EDUCATIVI TERRITORIALI del distretto dal 2003 sono stati riuniti sotto un unico progetto che ha preso il nome di PROGETTO “GIAN BURRASCA” e che si pone come obiettivi sostenere il protagonismo degli adolescenti, promuovere la loro partecipazione alla vita sociale, valorizzare la loro espressività; ma anche promuovere una pluralità di offerte educative e formative attraverso la realizzazione di attività ludiche, sportive, culturali, di tempo libero, necessarie per la formazione di una compiuta identità personale.
I GET accolgono sia ragazzi che frequentano le scuole medie inferiori, che ragazzi frequentanti le scuole superiori attraverso la progettazione di un percorso di continuità che intende accompagnare i ragazzi fino all’inserimento lavorativo o, in qualche caso di successo, universitario.
L’accesso avviene o in forma diretta o su segnalazione della Scuola e del Servizio Sociale Minori dell’ASL, ma sempre in collaborazione con le famiglie. Tutti i servizi sono cresciuti in questi anni sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, in termini di contributi erogati dai Comuni, numero di educatori, giornate di apertura, scuole coinvolte, numero di ore di formazione.
I GET sono passati da 4 a 8 su tutto il distretto; il gruppo distrettuale degli educatori è passato da 15 unità, con un forte ricambio annuale, a 35 unità, con presenze continuative che permettono una maggiore qualità nel lavoro educativo svolto.
Tra le attività promosse all’interno dei GET particolare rilievo viene dato all’accompagnamento scolastico, in cui si offre un diretto sostegno al ragazzo nello svolgimento dei compiti e nel potenziamento di alcune abilità cognitive. Anche le attività sportive sono molto valorizzate all’interno dei GET, in quanto permettono al ragazzo l’acquisizione delle regole del gioco di squadra e di modalità relazionali di gruppo improntate alla fiducia, alla divisione dei compiti e al rispetto reciproco.
Numerosi sono anche i laboratori manuali e creativi, opportunità in cui i ragazzi hanno modo di esprimere il proprio vissuto emotivo e cognitivo sfruttando il linguaggio “artistico”.All’interno dei G.E.T. l’educatore è sicuramente una figura professionale centrale, con competenze che gli permettono di entrare e mettere in relazione i vari attori dell’educazione: scuole, famiglie, istituzioni, parrocchie, associazioni, e di offrire occasioni di valorizzazione e rendere maggiormente protagonisti i ragazzi del loro percorso di crescita. L’educatore si propone anche come contenitore di tensioni interpersonali e di stress emotivi.
Momento essenziale della attività del coordinamento psicopedagogico è la promozione e l’organizzazione dell’aggiornamento e della formazione degli operatori, che assumono un ruolo professionale in continua evoluzione, così come cambiano la scuola, i ragazzi, la società.
Particolare attenzione è dedicata allo sviluppo delle competenze relazionali e di gestione delle situazioni problematiche e conflittuali, che nascono sia tra i ragazzi che tra gli educatori stessi.
La formazione e la supervisione degli educatori assumono una rilevanza fondamentale anche in riferimento alla funzione di “holding”, di contenimento dei ragazzi “difficili”, svolta dagli educatori, che rischia di sovraccaricarli emotivamente e psicologicamente: attraverso la supervisione si mette l’educatore nella condizione di separare le proprie emozioni e i propri pensieri dagli eventi contingenti e dai comportamenti messi in atto dai ragazzi, per riuscire a distanziarsi ed evitare un eccessivo coinvolgimento emotivo, che impedisce una visione oggettiva dei fatti ed ostacola l’intervento educativo. La collaborazione raggiunta in questi anni tra i Comuni, le Parrocchie, le Associazioni, le Scuole, l’Asl, le Famiglie nella gestione dei servizi rivolti ai ragazzi delle scuole secondarie di primo grado, ha permesso di raggiungere risultati estremamente positivi in termini di integrazione, supporto e riduzione dei fattori di rischio di disagio e di abbandono scolastico. I Comuni sono convenzionati con le Università di Bologna e Parma per lo svolgimento delle attività di tirocinio all’interno dei GRUPPI EDUCATIVI TERRITORIALI GIAN BURRASCA.clicca per ingrandire foto

GRUPPI EDUCATIVI TERRITORIALI – GET
CASA NEL PARCO
Sassuolo, presso scuola media Cavedoni, via Bolzano
Aperto lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì dalle 14,30 alle 17,30
GULLIVER
Sassuolo, presso Centro Giovanile, Associazione Momo 2003,
Parrocchia di Braida, via Braida 279
Aperto tutti i giorni dalle 14,30 alle 17,30
JONATHAN
Sassuolo, presso Parrocchia S.S.Consolata, Quartiere Carità, via Cimarosa
Aperto tutti i giorni dalle 14,30 alle 17,30
BABELE,
Fiorano, presso Parrocchia S.G. Battista, via Bonincontro 14
Aperto tutti i giorni dalle 14,30 alle 17,30
ARCA DI NOE’
Casinalbo, presso Parrocchia S.M. Assunta, via Fiori
Aperto tutti i giorni dalle 14,30 alle 18,30
ARCOBALENO
Formigine, presso Oratorio Don Bosco, via Pascoli 1
Aperto tutti i giorni dalle 14,30 alle 18,30
ORA2GAME
Magreta, presso oratorio Santa Maddalena di Canossa
via Don Franchini, 28
Aperto tutti i giorni dalle 14,30 alle 18,30
SOLELUNA
Maranello, presso Parrocchia S.Biagio, via Trebbo 19
Aperto dal martedì al venerdì, dalle 14,30 alle 18,30


PER INFORMAZIONI
Dott.ssa Patrizia Intravaia
Distretto di Sassuolo
Servizio di Coordinamento Pedagogico Distrettuale
Politiche di Prevenzione e Promozione
Area Adolescenza
via Rocca 22, 41049 Sassuolo
tel. 0536/1844710 - fax 0536/1844909
e-mail: pintravaia@comune.sassuolo.mo.it

   

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Pagina aggiornata il 19.05.2012
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